Archivio per la Categoria Spettacolo

32 minuti e poi il mare

Postati in Musica, Plenty of time, Spettacolo, Sport su 19/06/2010 da Davide

La ragazza dietro al bancone risponde: Ma certo!
Così salgo in camera con la mia pinta di Tennants. Anelli di schiuma a tracciare i sorsi. La camera è ancora per aria. Mi spoglio lentamente e un po’ dolorante. Sulla pelle un velo di sali cristallizzati come sabbia fine. Un altro sorso gelato e riparatore e mi ficco in doccia. La doccia calda dopo la corsa, la birra gelata a condensarsi, il grande specchio appannato, il vapore, il silenzio di mezza mattina di questa camera d’albergo: il primo vero coronamento di questa gara, poi verranno gli amici i brindisi e una cena alla Bud Spencer. Poco prima della partenza si è rovesciato un acquazzone, aspetto fino all’ultimo minuto prima di schierarmi. La pioggia come è arrivata se ne è andata. Siamo tutti in posizione. 8 del mattino. Fa freddo, il cielo è una coperta grigia striata d’azzurro. Nuvole di nebbia e pioggia fine qui e lì. Bang. Parto con un ritmo sfidante – pick the right pace for yourself, eh è una parola, devi tendere la corda ma non farla spezzare, ma neanche lasciarla lasca, dai! – l’asfalto è bagnato, nessuno parla, tutti pensano, tutti concentrati in qualcosa, diretti verso un punto, correndo lontano da qualcuno o qualcosa, a scongiurare fantasmi, a pensare a una pinta gigante. Dopo poco siamo fuori dalla città, fiori gialli su dirupi rocciosi. Spettatori domenicali coronati dalla nebbiolina del mattino. Il mare arriva al 32esimo minuto. E’ silenzioso. Cela nella nebbia il suo orizzonte. Offre onde basse che si susseguono a grappoli, e poi niente. Acqua cheta (cit.). Laggiù sulla sabbia sagome solitarie si muovono al seguito di cani che fingono di cercare mostri marini spiaggiati, giocano a scovare gli odori degli abissi. C’è un signore tenace dietro di me che respira come un mantice. Mi sta alle calcagna. Al rifornimento mi supera, bevo, getto la bottiglietta da 25cl, lo supero, non lo risentirò mai più. Arriviamo all’ippodromo, è l’arrivo ma il percorso ci spinge a sud ancora per un tratto, inversione di marcia e ritorno all’ippodromo, il traguardo, ma il dannato turning point non arriva mai. La stanchezza si fa sentire, non intendo spingere troppo prima del turning point. Finalmente arriva. Spettatori a suonare strane vuvuzelas. Quello che ho ancora in tasca posso tirarlo fuori. Entro nella pista tra i fantasmi di fantini al galoppo, il traguardo campeggia in fondo al rettilineo. Butto dentro tutto quello che rimane. Sì, ma posso salire in camera con la birra?

Il giorno prima, nello stesso bar dell’albergo:

scottish wedding

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Il viaggiatore incantato, Giuseppe Cederna, Uno bravo, Tutti vogliono il tuo bene, Non darglielo (cit. rip, un altro bravo), Adesso un po’ di musica.

La canzone del giorno + Bonus Lampadina

Postati in Spettacolo, Sport su 10/03/2010 da Davide

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Sotto la scarpa: Ryan Bingham in The Weary Kind

Un uomo passa la sua vita solo in due posti: a letto o nelle sue scarpe.

~ Eric-Emmanuel Schmitt, via la MiaFra

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Le scarpe sono importanti, Numerabile, Come sempre, Tenta di perseguire, La bellezza, E sono momenti difficili, Sta quasi scomparendo, Si sta forse estinguendo, Egine?, La voce di Ryan Bingham, E’ bellissima, Solleva il morale, Ma per (non) dimenticare certe storture, Beh servono un paio di scarpe nuove, Da corsa.

Notizie dalle 18:25

Postati in Fotografia, Spettacolo su 25/02/2010 da Davide

Faccio le 18 e 22 e il treno parte. Quello delle 18.25. Bene, apriamo il laptop. Alcune cose che rimando, da scrivere qui sopra, proviamo.
Mi piace questo post del Nardi.

Non si è più bambini quando si smette di indossare travestimenti solo per il Carnevale. Ovvero si è adulti quando il travestimento è l’abito quotidiano e la maschera assume concreta dignità di persona. A un dato momento si abbandonano gli eroi e ci si rassegna a un personaggio minore, sé stessi. Poi si passa il tempo a irridere l’illusione giovanile. Carnevale di sbagliato ha solo la collocazione nel calendario delle festività. Per motivi teorici, e per motivi pratici: fa freddo. Troppo freddo. Considerate le migliaia di declinazioni di Zorro che in questi giorni scendono in strada con il cappottino, e i principi azzurri con gli scaldaorecchie: terribili prototipi di eroi decadenti. Oggi ho visto un Diavolo con la sciarpa di lana: era incazzatissimo.

Mi spinge inconsapevolmente a dare il mio contributo. Che quanto più si legge e impara e tanto più si sente il bisogno di esprimere qualcosa. Di rendere il favore. E allora cosa dico. Che ho visto uno spettacolo molto bello, Orson Welles’ Roast, interpretato da Giuseppe Battiston, il detective paffuto e impacciato di Pane e tulipani, tra le altre cose. Interpreta Orson Wells, ed è un monologo, e parla un italiano dotto e pomposo con un accento americano d’alta scuola di recitazione, ed è bravissimo, ed indossa un accappatoio bianco che lo fa sembrare tronfio e maestoso. In breve guardate qui. E se arriva nel vostro teatro, andate a vederlo. Che il teatro è una di quelle cose che abbellisce il paesaggio. E noi cerchiamo queste cose. Cerchiamo cose che abbelliscano il paesaggio, qualità della vita a km Zero (cit.). E il teatro è una di quelle cose. Siamo dentro ad un bel paesaggio. Complessivamente, sì, dai: ci accadono cose belle, non neghiamolo. Riconosciamole. Il paesaggio è a tratti sporcato, macchiato, sbavato da brutture e storture che assumono grandi dimensioni, ricoprono a volte l’intero paesaggio. E quello che cerchiamo di fare è foto ritocco. Quanto mi piacciono quei mixer enormi, con file infinite di cursorini, e pomellini. Equalizzi. Aggiusti il riverbero l’eco metti un effetto qui uno là. Quanto mi piace LightRoom, regoli l’esposizione il contrasto bilanci il bianco scopri gli scuri attenui i bianchi aggiusti i toni. Avesse tutto un bel suono e una bella luce. Fosse tutto così buono come un piatto di lenticchie. Sto arrivando. Lascio giù un altro bel paesaggio, arriva da Alec Soth, in Triennale a Milano fino al 21 marzo. Foto così brutte che più belle non si può. Scendo. Alec Soth. Ed è subito america.

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~Alec Soth

10 anni di lunedì

Postati in Cinema, Fotografia, Musica, Spettacolo su 15/02/2010 da Davide

Carnevale di Roma

La foto del giorno è solo un pretesto per dire che ho iniziato a scattare in RAW e che sto prendendo confidenza con Adobe LightRoom 2. Chiessenefrea lo aggiungo io per voi.
Click sul birrocino per una super sgasata (cit.) The films of the 2000s by Paul Proulx.
Che il lunedì abbia inizio.

Notizie dalla preistoria

Postati in Musica, Plenty of time, Spettacolo, Sport su 06/01/2010 da Davide
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Parto da sotto casa, scatta il cronometro, inizio lento, tra le botteghe e i parrucchieri, tra persone in abiti cittadini, passo il Sottovento, passo la steak house, attraverso poco meno che a casaccio il lungoticino e infilo il ponte coperto. Oggi ascolto i Kleptones, all’andata i brani calmi di Downtime, al ritorno, giunto alla metà del percorso, dove l’aliante raggiunge la più alta quota e prima di invertire la rotta per un attimo si ferma, là intendo cambiare e ripartire coi brani di Uptime. Più forti e incoraggianti. Non nevica più. L’aria è pulita e fredda eccetera eccetera.
Passo il borgo e sono sull’argine. Più che solitudine è l’essere solitari. Oggi non incrocerò nessun runner.
Rare auto arrivano lente, come esplorando il vasto paesaggio senza sfiorare l’asfalto. Un mantello bianco su ogni cosa visibile, qui e là forato da certi fili d’erba di un verde brillante, esili sagome nere di alberi senza foglie, cespugli. Laggiù il contrasto di placidi cavalli scuri addossati ad una mangiatoia.
L’essere solitari di Hopper, cosa molto diversa dall’essere soli. Lungo questa strada rialzata tra i campi e il fiume. Solitario.
A correre, cauto dove le auto hanno compattato la neve fino a renderla ghiaccio, e veloce sulla neve fresca che ad ogni passo scricchiola e cigola. Soffice velluto. Dalla porta di casa alla preistoria. A/R.

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El Negro Zumbon, Edward Hopper è un fotografo eccezionale, Steve McCurry un buon pittore, Andate al cinema a vedere Welcome, Buon anno, Dopo 6.5km giro i tacchi, La città è lontana, Io qui adesso decisamente solitario, Riparto, E questa volta si chiama ritorno, Tocco l’uscio di casa dopo un’ora e 6 minuti, Ma potrebbe essere trascorsa l’intera Pleistocene.

Halloween

Postati in Fotografia, Mondo, Plenty of time, Spettacolo su 31/10/2009 da Davide

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~ Sotto Danziger trovate una slide show di Sam Javanrouh (bambini accompagnati). Buona domenica.

Verrà un ponte e avrà i tuoi occhi

Postati in Cinema, Lampadine, Mondo, Musica, Spettacolo, Sport su 12/10/2009 da Davide


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~Davide:
-Non ho capito il ponte 8, starò facendo gli allenamenti giusti?

~Lu:
-il ponte 8 è il più bello di tutti!
è una istallazione temporanea che unisce i due lati del canale, piatto per un po’ e con la gobba per far passare i vaporetti
lì ormai sei a casa…

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lì ormai sei a casa, fatemelo ridire, hollywood party, lo spazio bianco, l’ultimo film di francesca comencini, che bel bimbo, dai è solo un ombra, sì ma è una bell’ombra, tarantino, passate da ciro, una canzone per voi, l’ho già messa?, e chi se lo ricorda, forse michael stipe.

Domenica mattina

Postati in Musica, Spettacolo su 26/07/2009 da Davide

A me il giro di questa Future Perfect Tense dei Sweet Billy Pilgrim piace assai. Li dovrò conoscere meglio. Beh certo, correndo. Ci sarebbe poi David Byrne (Everything That Happens Will Happen Today. Songs of David Byrne And Brian Eno) il 29 di luglio e Antony and the Johnsons (The Crying Light con Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino) il 1° di agosto. Dove? A Venaria Reale. Sì, figuriamoci se riesco ad andarci. Poi un’altra cosa da fare è una gita sulle dolomiti. Per l’iniziativa I suoni delle dolomiti. Sì, fantastico. Ma non posso fare tutto io.

La notizia del giorno.

Postati in Fotografia, Mondo, Spettacolo su 03/02/2009 da Davide

ANSA – WASHINGTON – Un museo di Washington ha chiesto ad Aretha Franklin di poter esporre lo spettacolare cappello indossato dalla cantante durante la sua esibizione alla cerimonia di insediamento di Barack Obama il 20 gennaio scorso ma l’artista ha risposto con scarso entusiasmo.

Il cappello, di lana grigia con vistoso fiocco e brillantini, sarebbe esposto accanto al vestito indossato dalla first lady Michelle Obama ai balli inaugurali. Ma la cantante ha risposto che ci deve pensare. “Mi dispiacerebbe separarmi da un cappello che rappresenta per me il ricordo di un momento storico – ha fatto sapere ai dirigenti della Smithsonian Institution – E’ un cappello che mi fa sorridere ogni volta che lo vedo”.

Questo post è gemellato con La butto lì a.k.a. Un cappello ci salverà (?).

Bonus track:
due immagini che c’entrano e non c’entrano…come tante cose.

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Hendrik Kerstens ~ Bag (2007)

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Job Koelewijn ~ Spiegelkubus Bonnet

Perché Ciro sei tu..

Postati in Cinema, Musica, Spettacolo su 17/01/2009 da Davide

Sottotitolo: Fire walk with Ciro…

Allora, ne avevo già parlato a Ciro tempo fa. Ciro è uno di quelli che non sai bene perché, però se vedi o senti qualcosa di grande, ecco, pensi subito: ‘sta cosa devo farla vedere a Ciro..
Ciro è così, ognuno ha il suo Ciro…e pure voi siete un po’ dei Ciri..insomma per farla breve andate qui e scaricate i 18 brani, scaricate lo zippone che racchiude Side A e Side B o scaricate lo zippone con i brani separati ma nell’ascolto rispettate l’ordine indicato.