Archivio per la Categoria Economia

E’ un chilo. Lascio?

Postati in Economia, Fotografia, Plenty of time su 01/09/2008 da Davide

Ben distribuiti nel tessuto urbano, uno qui uno lì, la cartoleria, il salumiere, il macellaio, la merceria, la rosticceria che faceva un vitello tonnato superiore, il negozio di vestiti usati, il negozio Pirelli (materassi, stivali in gomma e un mondo di gommapiuma), il pescivendolo, la latteria, il negozio di colori (tele, colori ad olio, bombolette, pennelli, trielina), le sorelle Pompini (aperte anche fino alle 8 passate, cenavano e viveano nel retrobottega, trovavi di tutto: pannolini, uova, pane, surgelati, latte, piatti pronti, vino, c’era un’intera parete ricoperta di pasta, biscotti, pelati, tonno, wc-net, domopak. Carissime), il negozio di lampadine e piccoli elettrodomestici, la pelletteria, l’antiquario, il negozio che vendeva acquari e pesci vivi che a visitarlo era anche un viaggio negli abissi tropicali, che allora mica c’era l’acquario di Genova, il negozio di giocattoli, il fruttivendolo, la macelleria equina; attività commerciali, insegne dipinte a mano, saracinesche e commercianti, questo mi sarebbe piaciuto fotografare, qualche anno fa, ché la sensazione era di avere a che fare con qualcosa di molto precario, di lì a scomparire. E così è stato.

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E con questo cosa volevo dire? Risparmio il pistolotto sulle città dormitorio e sui centri commerciali (Shopping e divertimento per tutta la famiglia, cit.), c’entra il caro-euro o il caro-vita? Le scarpe di Tess o la globalizzazione?

Dimenticavo…oggi è il primo di settembre, riponete i bermuda, infilatevi le scarpe e allacciatevele bene, srotolatevi le maniche della camicia e abbotonatevele, sì anche il primo bottone in alto, pronti?….
Si parte.

Il titolo del giorno

Postati in Economia su 01/02/2008 da Davide

Microsoft Proposes Acquisition of Yahoo! for $31 per Share
Transaction valued at approximately $44.6 billion in cash and stock; provides 62 percent premium to current trading price for Yahoo! shareholders; combined entity to create a more competitive company, providing superior value to shareholders, better choice and innovation for customers and partners [...]

Si vola: NASDAQ:YHOO.

L’articolo del giorno

Postati in Economia, Lampadine, Mondo su 28/02/2007 da Davide

Tra altre cose penso alla parte: ..maggioranza della popolazione ancora infinitamente povera…un numero ristretto di persone infinitamente ricche, e penso alla storiella dello Specialista: colui che acquisisce sapere su un ristretto ambito di interesse, colui che aumenta, intensifica il suo sapere restringendo sistematicamente il perimetro della sua specializzazione, costruendosi una conoscenza sempre più approfondita su di un ambito sempre più ristretto, fino all’estremo in cui lo specialista arriva a conoscere tutto..di nulla.

Una petroliera è più stabile di una barchetta a vela, ma se le paratie interne della petroliera si squarciano e il greggio inizia a riversarsi da una parte all’altra durante una tempesta, ci sono i presupposti per un disastro di proporzioni immani. Sempre più spesso, il capitale mondiale è come il petrolio racchiuso all’interno di un’unica gigantesca petroliera, che ha sempre meno paratie interne in grado di evitare che si verifichino fuoriuscite.

C’è poi l’aspetto delle ineguaglianze. Una caratteristica del capitalismo globalizzato pare essere il fatto che esso premia in maniera sproporzionata i suoi protagonisti, non soltanto nella City londinese, ma anche a Shanghai, a Mosca e a Mumbai. Quali saranno le ripercussioni a livello politico del fatto che nei Paesi nei quali la maggioranza della popolazione è ancora infinitamente povera vi sarà un numero ristretto di persone infinitamente ricche? Nelle economie più avanzate, come Gran Bretagna e America, una middle-class ragionevolmente benestante, con un tenore di vita individuale che migliora piano piano, può essere meno infastidita da un gruppetto di super-ricconi, le cui pagliacciate per lo più forniscono loro una consueta razione di diversivi in formato tabloid. Tuttavia, se un buon numero di persone della middle-class inizia a percepire che ci sta rimettendo davvero qualcosa in quel medesimo processo di globalizzazione che rende schifosamente ricca quella manciata di gestori di capitali, che pratica al contempo l’outsourcing in India dei posti di lavoro della middle-class, allora potrebbe scatenarsi una reazione violenta. Per farsi un’idea di ciò che potrebbe accadere, si segua Lou Dobbs, alla Cnn.

Più di ogni altra cosa, però, c’è l’inevitabile e insolubile problema che questo pianeta non può sostentare sei miliardi e mezzo di persone e far sì che vivano come vivono oggi i consumatori della middle-class del suo ricco Nord. Nel volgere di soli pochi decenni potremmo aver esaurito i combustibili fossili che hanno impiegato 400 milioni di anni per accumularsi, e in conseguenza di ciò per di più avremo alterato il clima terrestre. Sostenibilità sarà anche una parola grigia e noiosa, ma è pur sempre l’unica vera e grande sfida odierna al capitalismo globale. Per quanto ingegnosi possano essere i moderni capitalisti nell’individuazione di tecnologie alternative – e saranno molto ingegnosi – da qualche parte, su tutta la linea, questo significherà che i più ricchi consumatori si dovranno adattare a sempre di meno, invece che a sempre di più.

Marx pensava che il capitalismo si sarebbe imbattuto nel problema di reperire i consumatori per i beni e gli articoli che le tecniche di produzione in costante miglioramento avrebbero consentito di sfornare in grandi quantità. Invece, è diventato esperto in un inedito ramo della produzione industriale: la creazione di desideri. La genialità del capitalismo moderno è che non solo mette a disposizione dei consumatori quello che vogliono, ma in più arriva addirittura a far sì che essi vogliano quello che esso ha da dar loro. Ed è proprio questa logica di fondo di desideri che si espandono a dismisura ad essere insostenibile su scala globale. E nondimeno: siamo davvero pronti a farne a meno? Siamo lieti di coibentare i nostri loft, di riciclare i giornali e di andare al lavoro in bicicletta, ma siamo effettivamente disposti ad accontentarci di meno affinché altri abbiano di più? Posso dire di esserlo? E voi, lo siete?

Estratto da Il capitalismo globale nemico di se stesso di Timothy Garton Ash, apparso su Repubblica venerdì scorso, l’articolo completo su Eddyburg.it

Il titolo della settimana

Postati in Economia su 22/02/2007 da Davide

A Mediaset preferisco le rose e gli anthurium di Ciccolella.

Sul silenzio energetico

Postati in Economia, Mondo su 16/02/2007 da Davide

Il Cartello delle compagnie di assicurazione

Postati in Economia su 31/01/2007 da Davide

Ecco come ottenere il rimborso del 20% del premio RC auto relativo agli anni 1995-2000: fatti due conti si può arrivare ad una cifra non trascurabile, vogliamo poi mettere che soddisfazione..

Le informazioni qui: Codacons/Rimborso Assicurazione

12368,61: Dow Jones Industrial Average Index

Postati in Economia su 13/12/2006 da Davide

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Nuovo record: Be careful!

Altra curiosità (via WebSim):

…A partire dal 18 dicembre gli investitori di religione islamica potranno comprare azioni Enel senza violare il Corano. Da quella data le azioni Enel verranno inserite nel Dow Jones Islamic Market Titans 100 e nel suo sotto-indice, Dow Jones Islamic Market Europe Titans 25, i due indici che raccolgono le blue chip che rispettano le regole islamiche.
Nel paniere dei due indici non possono appartenere società attive nel settore tabacco, servizi finanziari convenzionali (banche, assicurazioni), casinò, cinema, pornografia, hotel, prodotti derivati dal maiale, e industrie di armi. L’inclusione di una società nell’indice passa sotto la supervisione del Sharya Board (comitato che stabilisce se la società rispetta le regole islamiche). Dow Jones, Ftse con alcune borse islamiche hanno introdotto quest’indice per attrarre i 300 miliardi di dollari dei fondi pensionistici islamici di tutto il mondo.

88.60$: Record assoluto per il titolo AAPL, in attesa dell’iPhone

Postati in Economia su 22/11/2006 da Davide

Investors seemed to be responding to analyst predictions that 14 million iPods will be sold in the current fiscal quarter.

(via news.com.com)

Previsioni di vendita di circa 105 iPod al minuto per il quarto in corso (ott-nov-dic).

Curva AAPL.

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il titolo GOOG…

Postati in Economia su 21/11/2006 da Davide

…in questo istante è a quota 508.47$. Superata la soglia dei 500$.

Non avrete i miei bucks

Postati in Economia, Tecnologia su 14/11/2006 da Davide

MILANO (MF-DJ)–Howard Schultz, fondatore e chairman di Starbucks, era a Roma nei giorni scorsi. Lo sbarco nella penisola non ha ancora una data ma l’obiettivo e’ chiaro: entrare nella Capitale e nel resto del Paese. “L’Italia resta un mercato ancora molto chiuso per noi” ha detto di recente Cliff Burrows che guida le attivita’ di Starbucks in Europa, Medio Oriente e Africa. Ed ha inoltre aggiunto: “Conosco molto bene Milano e sogno il giorno in cui potro’ dire a Howard: finalmente ce la facciamo, apriamo in Italia. Per ora non ci siamo, ma lo faremo”.

Stiamo a vedere il seguito della questione Etiopia.
Inoltre vediamo se sapranno realmente indossare l’abito del cybercafe, leggi wireless hostspot gratuiti.