La foto del giorno è solo un pretesto per dire che ho iniziato a scattare in RAW e che sto prendendo confidenza con Adobe LightRoom 2. Chiessenefrea lo aggiungo io per voi.
Click sul birrocino per una super sgasata (cit.) The films of the 2000s by Paul Proulx.
Che il lunedì abbia inizio.
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10 anni di lunedì
Postati in Cinema, Fotografia, Musica, Spettacolo su 15/02/2010 da DavideVerrà un ponte e avrà i tuoi occhi
Postati in Cinema, Lampadine, Mondo, Musica, Spettacolo, Sport su 12/10/2009 da Davide~Davide:
-Non ho capito il ponte 8, starò facendo gli allenamenti giusti?
~Lu:
-il ponte 8 è il più bello di tutti!
è una istallazione temporanea che unisce i due lati del canale, piatto per un po’ e con la gobba per far passare i vaporetti
lì ormai sei a casa…
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lì ormai sei a casa, fatemelo ridire, hollywood party, lo spazio bianco, l’ultimo film di francesca comencini, che bel bimbo, dai è solo un ombra, sì ma è una bell’ombra, tarantino, passate da ciro, una canzone per voi, l’ho già messa?, e chi se lo ricorda, forse michael stipe.
Sulla brace il cotone e la cenere
Postati in Cinema, Musica su 09/09/2009 da DavideTAGS:
Stamattina milano è sotto un bel battufolone di cotone, Tutti sono gentili e puliti, Si frena prima delle strisce, Ci si alza per cedere il posto, Aria fresca e senza polveri sottili, Una tregua, Poi magari si torna a digrignare i denti, A mordersi a vicenda, A quando non c’è spazio per le cortesie, Nessun ostaggio, Ho iniziato La Strada di Cormac McCarthy, Un mio grande amore, Ed è subito desolata poesia, Presto uscirà il film, Con quello spaziale Viggo Mortensen, Sotto a Viggo e Kodi Smit-McPhee i System Of A Down, Hoping everything is fine and back to normal after holiday (?).
Cose che succedono
Postati in Cinema, Musica, Sport su 10/08/2009 da DavideC’è una larga nuvola di polvere. Pare il fumo di un incendio. Segue il profilo del terreno. Si alza sull’argine e ridiscende verso il fiume. Immobile. La raggiungo dopo qualche minuto. Attraverso la nuvola e sento forte quell’odore dolce e umido che ti resta addosso. I cavalli li vedo da lontano. Devono aver fatto i pazzi laggiù nella polvere della fattoria. Minuti prima. Ora si muovono con passi lenti ad assestarsi con celata indifferenza verso le mangiatoie. Quel bel manto castano, lucente. Criniere e code nere. Che eleganza. Io vado avanti, un po’ meno elegante. Poco prima era il fiume velato dal rosa della sera. Il rosa del corallo rosa. Sul velo dell’acqua. Per capirci. Seguo il sentiero lungo il fiume. Corvi di qui, uccelli di fiume di là, aironi, garzette. Poi attraverso il pioppeto. Mai che ci sia nessuno quaggiù. E corro solo. A volte lì trovi un gruppo di nomadi. Mi guardano passare. Li guardo cenare. Sempre troppo tardi. Spesso troppo presto. A volte il manto del fiume è blu, ed è un blu bellissimo. Un blu abisso mare, per capirci. Rosa corallo. Blu abisso. E poi laggiù questi pioppi. Bianchi argento. Verde. Bianchi argento. Verde. Ora è asfalto e nuvole. Dannazione mai più con questo caldo. Meglio gli allenamenti invernali. Il freddo si fronteggia. Il caldo la vince lui. Radio Rock l’ha vinta lei. Anche se la nave è affondata e tutto il resto. E c’è questa scena del dj del turno di notte, un barbuto solitario, che vuol trarre in salvo il bauletto coi suoi preziosi lp. La nave è totalmente invasa. Allagata. Mare del nord. Acqua di gelo. E lui abbracciato a ‘sto bauletto. A cadere a picco trascinato dal peso. La sua vita la sua morte. Nell’abisso luminoso delle stive. Il nostro piccolo eroe lo segue. Apnea spinta. Cerca di dissuaderlo. Abbandonare il bauletto. Salvarsi la vita. Apnea totale. Movimenti ralenti. E il bauletto si apre. E via a disperdersi nel mare uno dopo l’altro i dischi e le custodie quadrate. E il dj a tentar di radunare dischi come petali al vento. A costo della vita. Poi cede. D’accordo lascio. E l’ultimo estremo gesto è sfogliare gli lp, per cercarne uno. Salvarne almeno uno. (Mille lire a chi capisce quale disco salva). E Philip Seymour Hoffman è un dannato bravo attore. Visto lì in I Love Radio Rock. Visto ieri ne Il Dubbio. Visto tempo fa che interpretava Truman Capote. In Onora il padre e la madre. In La 25a ora. Arrivo a costeggiare la mia vecchia scuola. Geometrie essenziali in cemento grigio. Una sedia solitaria messa fuori da un’aula, affacciata sul vuoto. Tutto deserto. No anima viva. Queste scritte non c’erano una volta. Bei graffiti sul lungo muro esterno. Ora questa strada è asfaltata e c’è anche una bella ciclabile che viene bene per le ripetute. Dai, musica..
Il video del giorno
Postati in Cinema su 16/02/2009 da Davide
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Eccovi la sigla nuova de I Simpson, Saranno trasmessi anche in HD, Qualunque cosa voglia dire,
Lo so manco da un po’, Ma certe cose vanno dette, Avevo anche nuove Lampadine, Ma ho perso il libro sul treno, No non c’entra quel dannato book crossing.
Sa-sa-soundtrack
Postati in Cinema, Musica su 04/02/2009 da DavideTullio Crali ~ Incuneandosi nell’abitato (In tuffo sulla città) ~ 1939 ~ Olio su tela, cm 130 x 155 ~ Mart, Rovereto
C’ho messo un po’ ma alla fine l’ho trovata, è la musica che accompagna una delle scene finali del film di Inarritu, Amores Perros. Giurerei di averla sentita anche in Babel ma non posso fare tutto io…
Scaricat Compratevi l’intera Soundtrack e buon viaggio…
Sotto all’aereo: la canción “Atacama” pertencece al CD “Ronroco” de Gustavo Santaolalla.
Perché Ciro sei tu..
Postati in Cinema, Musica, Spettacolo su 17/01/2009 da DavideSottotitolo: Fire walk with Ciro…
Allora, ne avevo già parlato a Ciro tempo fa. Ciro è uno di quelli che non sai bene perché, però se vedi o senti qualcosa di grande, ecco, pensi subito: ‘sta cosa devo farla vedere a Ciro..
Ciro è così, ognuno ha il suo Ciro…e pure voi siete un po’ dei Ciri..insomma per farla breve andate qui e scaricate i 18 brani, scaricate lo zippone che racchiude Side A e Side B o scaricate lo zippone con i brani separati ma nell’ascolto rispettate l’ordine indicato.
Vicky Cristina Barcelona
Postati in Cinema su 29/10/2008 da Davide
Author: Beastandbean
C’è chi sa cosa vorrebbe dalla vita, dall’amore e c’è chi non sa nulla, o meglio sa quello che per certo non desidera dalla vita.
Ci sono due che sono fatti l’uno per l’altra e non sono fatti l’uno per l’altra. A meno che una terza persona non sia presente a modificare l’assetto, il bilancio energetico.
C’è che l’amore si individua presumibilmente a pelle e che in verità si applicano criteri più o meno noti, più o meno legati al proprio carattere, alle tradizioni (?), ai valori ricevuti, ereditati e mai forse interiorizzati.
C’è che le categorie sono fasulle e Cristina è Cristina.
C’è che sto cuore rotola su un piano inclinato e tutto sarebbe perfetto e prescritto se solo non apparisse questa nuova dannata e meravigliosa persona.
C’è che maledici e benedici questo rotolare.
E c’è chi aspetta che qualcuno arrivi a prenderti, prelevarti, sottrarti.
E chi ha coraggio ha coraggio, e non valuta i costi, paga e basta. Niente rimpianti rimorsi.
C’è lei, che vorrebbe che tu scrivessi di getto parole che lei non ha saputo scrivere, in una vita.
C’è che è estate e tutto è edulcorato, ammaliante.
C’è che Oviedo è bellissima e anche Barcellona non scherza.
C’è un vecchio poeta che scrive poesie che tiene nascoste. Per sprezzo del mondo, cela bellezze.
C’è che non c’è niente di brutto e urgente per non potersi concedere al bello.
C’è che un fine settimana è come il granello di sabbia dell’ostrica. L’idealizzazione di una perla, dentro a una vongola.
C’è che tutto rimane dentro di noi ma che solo a certe persone si resta legati per sempre.
C’è chi sa cosa vorrebbe dalla vita, dall’amore e c’è chi non sa nulla, o meglio sa quello che per certo non desidera dalla vita.
Cardo e Decumano ma anche no.
Postati in Cinema, Fotografia, Mondo, Spettacolo su 04/06/2008 da DavideClick sulla foto di Tuca Vieira per andar sul posto.
Questa foto parla da sola, ha a che fare con le isole di benessere, con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, c’entra con il fatto che i ricchi neanche li vogliono più vedere sui loro cammini, i poveri. Così ricchi da potersi permettere di non vederlo neanche, un povero. Così poveri da non arrivare a vederlo neanche, un ricco.
E così, c’entra che si costruiscono delle zone che in questo caso sembrano solo quartieri ma arrivano ad essere intere nazioni, interi continenti. E tutto è separato, delimitato, costretto, distinto, non c’è scambio, solidarietà, osmosi. E tutto prima o poi scoppia. Più forte. E in faccia.
La Zona, al cinema.
There Will Be Blood
Postati in Cinema su 11/03/2008 da DavideSottotitolo: Black vasto blood.
Titolo originale ma non troppo: Il petroliere.

Author: Muckster
Durante i primi venti minuti non c’è un solo dialogo, e questa è una cosa che funziona bene, perché il film è vasto, e far parlare per un po’ le sole immagini rende tutto più vero e c’è valore nel concedere fiducia ai sentimenti e alle capacità di comprensione delle persone (cit.), poi sono vasti i terreni da acquistare e trivellare, è vasta l’ossessione e la solitudine del petroliere Daniel, è vasta la musica che colora di toni vivi e vibranti il presagio delle sciagure, è vasta – alla fine – la sua inutile ricchezza, ed è vasta la similitudine tra l’ipotetico bene: il predicatore commediante (*) – interpretato dal Paul Dano già maturo in Little Miss Sunshine – e il male che succhia frullati di petrolio.
Vince il petrolio.
(*) A qualcuno qui, non a caso, torna alla mente il Paul Thomas Anderson di Magnolia.







