Archivio per dicembre, 2009

Merry Crisis and a Happy New Fear

Postati in Fotografia, Musica, Plenty of time su 23/12/2009 da Davide

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Sotto il volo: Arriving Somewhere But Not Here ~ Porcupine Tree

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Scappo per gli ultimi preparativi natalizi, Vi lascio una carrellata, Anzi tre, Guardatele con calma, Ci siamo pure noi, A modo nostro, 2009 in photos (Part 1), 2009 in photos (Part 2), 2009 in photos (Part 3), Gli anni come stanze di una grande casa in campagna, Nel 2010 vorrei stare un po’ in giardino, Due parole, Una birra, Un barbecue, Un abbraccio a tutti, Da qui al 2010 e oltre, Oltre Oltre, Tera Patrick (cit.), Vi lascio con le letterine di piccoli atleti:
Caro Gesù Bambino,
Ti sento spesso molto vicino,
ascolta, questa settimana aiutami a studiare bene per la verifica di matematica, poi a risolvere il problema ci penso io…

Poi aiutami a non dimenticarmi di puntare la sveglia quando devo andare in gita, così non faro’ come l’anno scorso che i miei compagni di classe mi hanno dovuto aspettare perché mi sono alzato tardi…

Aiutami anche quando vado al Campo di Atletica così che possa allenarmi bene, perché non succeda come nella corsa campestre di Buscate, quando sull’ultima salita non ne avevo più….e non ho avuto nemmeno il tempo di chiederti aiuto…ero troppo impegnato a cercare di finire la gara.

Della serie: non mettermi i bastoni tra le ruote che io ce la metto tutta.

La foto del giorno

Postati in Fotografia su 14/12/2009 da Davide

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Andrea Galvani ~ L’intelligenza del male #5

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Post in b/n

Postati in Fotografia su 11/12/2009 da Davide

Allora oggi vi voglio mostrare queste foto. Guardatele bene (grazie Gio per la segnalazione). Sono di Yasmine Chatila ma non c’entra. Sono foto rubate, da paparazzo o guardone, evocano La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, ok ma non c’entra. Sono sgranate e rese imperfette per rendere irriconoscibili i soggetti, sì ma non è tutto. C’è qualcosa di più, non so bene cosa, ma una cosa la so: non c’è postprocessing che tenga. Una foto quando è bella è bella.
Sempre vostro, Catalano.

Post-letterario

Postati in Fotografia, Lampadine su 06/12/2009 da Davide

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Oggi vi volevo parlare di Cormac McCarthy. Non intendo dire nulla della sua biografia, per quella potete leggere qui.
Volevo invece riflettere su come sia in grado di creare e poi descrivere mondi perfetti, reali, inesistenti. Cronache di lucide testimonianze. Ora, Cormac McCarthy è un vecchiettino di 76 anni, nella vita ne avrà viste di belle e brutte, ma quello che descrive nei suoi romanzi va oltre ogni possibile immaginazione.
Ignoro il suo rituale dello scrittore, ho letto che ha da poco messo all’asta la sua Olivetti Lettera 23, sfinita in ogni tasto e piccola vite, per comprarne un’altra, identica, per undici dollari. Ignoro se ha un’ora o sedia preferite, se sorseggia del tè, se indossa sempre gli stessi abiti, un cardigan verde vecchio di cent’anni. Ma immagino che faccia così: si siede sulla poltrona, vicino alla finestra, può vedere oltre il cielo e tutto il resto, poi, registratore alla mano, chiude gli occhi e inizia a testimoniare. Un visionario del reale. Una linea diretta. Arriva nel suo mondo e racconta come un osservatore paziente, ha tutto il tempo dalla sua parte, cammina in quel mondo, osserva e descrive, di qua ha gli occhi chiusi di là è un predatore del dettaglio. Fotografa e riprende quel mondo lontano, reale quanto e più di questo. Guarda, tocca con mano, e annusa. Tutto finisce nel registratore, finisce là la cronaca della storia, fatti reali e tangibili. Conclusa questa fase, ritorna di qua, riprende quel materiale e lo sistema, finisce il lavoro del foto reporter, inizia il lavoro dell’autore, trascrive ciò che è avvenuto in quel tempo in quel luogo, uno spazio lontano chiuso e fermo per un po’. Monta taglia ingentilisce riordina spiega arricchisce. Cosa vi devo dire…sentite qui:

A volte Suttree portava delle birre e si sedevano a berle sotto il viadotto. Harrogate con le sue domande sulla vita di città.
Sei mai stato sbronzo al punto da baciare una negra?
Suttree lo guardò. Harrogate, un occhio socchiuso puntato su di lui per carpirgli la verità. Sono stato ben più sbronzo di così.
Io la cosa peggiore che ho mai fatto è stato incendiare la casa della vecchia Arwood.
Hai incendiato la casa di una vecchia?
Per un pelo non bruciava anche lei. Mi ci hanno spinto. Avevo dieci anni a dir tanto. Troppo giovane per sapere quello che facevi.
Già…Be’, no, non è vero. Lo sapevo, però l’ho fatto uguale.
La casa è bruciata completamente?
Da cima a fondo. E’ rimasto in piedi il camino, tutto lì. Non sai per quanto è andata avanti a bruciare prima che lei uscisse fuori.
E tu non lo sapevi che era in casa?
Chi si ricorda. Non so che cosa pensavo. Lei è uscita di corsa fino al pozzo e ha tirato su un secchio d’acqua e l’ha buttato sul fianco della casa e poi si è allontanata verso la strada e basta. Mai prese tante in vita mia. Il mio vecchio mi ha quasi ammazzato.
Tuo padre?
Già. Allora era ancora vivo. Ai vicesceriffi quando sono venuti a casa, che ci erano venuti per dirle che io ero all’ospedale per via delle angurie, sai no, mia sorella gli ha detto che non avevo il papà e per questo mi ero cacciato nei guai. Ma merda boia ero cattivo anche quando un padre ce l’avevo. Non cambiava niente. E ti dispiaceva? Per la casa della vecchia, dico.
Mi dispiaceva di essermi fatto prendere.

~Suttree ~ Cormac McCarthy

La foto è di Jim Herrington, grande, da vedere, qui.

Make me look good (cit.)

Postati in Fotografia su 06/12/2009 da Davide

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This past September, when nearly all the world’s leaders were in New York for a meeting of the United Nations, Platon, a staff photographer for this magazine, set up a tiny studio off the floor of the General Assembly, and tried to hustle as many of them in front of his lens as possible. For months, members of the magazine’s staff had been writing letters to various governments and embassies, but the project was a five-day-long improvisation, with Platon doing his best to lure the likes of Mahmoud Ahmadinejad, Hugo Chávez, and Muammar Qaddafi to his camera.

Dal New Yorker, ogni ritratto è corredato dal commento del fotografo Porter. Merita una visita.

Notizie dal supermercato

Postati in Musica su 04/12/2009 da Davide

Mi son fermato al bennet a fare la spesa, dovevo comprare due cosine, ho speso una lotteria. Per un pensiero ho preso l’ultimo cd di Elisa con Giuliano Sangiorgi, il cantante dei Negramaro (voce seducente cit.). Una bottiglia di refosco, una di gewurztraminer, lo yomo. Poi la birra e i biscotti, poi un sacco di altre cose che ora non ricordo…dell’insalata delle mozzarelle…Volevo poi segnalare due mostre, una è Ombre di Guerra, l’altra è sui lavori di Steve McCurry. Io ci vado, ah se ci vado..

(prima di chiudere che non posso strafare dopo così tanto tempo, vi metto questa canzone dei Blind Faith perché il pezzo di chitarra (Eric Clapton) è come una corsa giù per le colline con la pioggia l’arcobaleno e tutto il resto o come vi pare)