Archivio per novembre, 2009

La canzone del giorno

Postati in Musica su 14/11/2009 da Davide

Notizie dall’acqua fredda e muschiata

Postati in Lampadine, Sport su 11/11/2009 da Davide

Attraversò la cabina e si stese sulla cuccetta. Chiuse gli occhi. Una leggera brezza dalla finestra gli agitava i capelli. La baracca vibrava vagamente sul fiume e uno dei fusti d’acciaio sotto il pavimento si dilatò per il caldo con un malinconico bong. Gli occhi che riposano. In questa domenica sommessa e tortuosa. Il cuore che pompa sotto lo sterno. Il sangue impegnato nei suoi circuiti stabiliti. La vita nel piccolo, nei più angusti recessi. Il rospo che pulsa tra le foglie. La fragile guerra cellulare in una goccia d’acqua. Destrocardiaco, ha detto il medico sorridendo. Il suo cuore è dove dev’essere. Rattrappito dalle intemperie e dal manco d’amore. La pelle tesa e spaccata come un frutto troppo maturo.
Si girò pesantemente sulla cuccetta e accostò un occhio a una fessura nella rudimentale parete di tavole. Il fiume che scorre là fuori. Cloaca Maxima. Morte per annegamento, il ticchettio dell’orologio di un morto. La vecchia pendola di latta sul tavolo del nonno che rintoccava come una fonderia. Mi sono sporto nella stanzetta gialla per salutare, olezzo di gigli e incenso. Lui ha allungato il collo per dirmi una cosa. Non l’ho mai sentita. Ha mormorato il mio nome ansimando, una stretta di mano che tradiva la sua debolezza. La sua faccia scavata e smunta. Se potessero, i morti porterebbero i vivi con loro, e mi sono allontanato. Seduto in un giardino d’edera tra le sinuosità coriacee delle lucertole. Gabbie di lepri pallide come fantasmi all’ombra della rimessa. Lastre di pietra in un roseto, i terrazzi del pendio erboso sopra il fiume, odore di bosso e torba e vecchi mattoni nell’ombra del chiosco. Sotto le zolle di crescione d’acqua nel laghetto limpido invaso dalle pervinche. Una salamandra, maculata come una trota. Mi chino a bere l’acqua fredda e muschiata. Una faccia ondulata di bambino che risponde al mio sguardo, un isomero acquatico con gli occhi sgranati dentro i cerchi concentrici.
Nella sua ultima lettera mio padre diceva che il mondo è guidato da coloro che sono disposti ad assumersi la responsabilità della sua guida. Se è la vita che ti sembra di perderti posso dirti io dove trovarla. Nei tribunali, negli affari, al governo. Nelle strade non succede niente. Nient’altro che una pantomima composta da impotenti e casi umani.

~Suttree ~ Cormac McCarthy

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è da una settimana che non sono in forma, poi lunedì ci si mette anche il medico, mi prescrive gli antibiotici, 3 pastiglie in una scatoletta, ho voglia di correre, mi mancano le corse all’aria aperta, la musica, forse succederà qualcosa di bello, forse qualcosa di brutto, ai vivi capita così, le righe sopra sono di Cormac McCarthy, forse il mio regalo di natale, un regalo seriale, un filo rosso tra tutti i destinatari, più che un regalo un castigo?, foto, grandi e incorniciate, l’anno scorso, e mò libri a manovella, buon natale.