La faccia delle cose, sì ma non sono il Coon
25 September 2009 – 8:30 amSottotitolo:
Che bello sarebbe un film fatto solo di case (cit.)
Volevo farvi vedere queste foto, Ho un debole per le facciate dei palazzi, Ricordate Caro Diario?, C’era questo frammento bello da cinema (cit.), Credevo di averne già parlato qui, Ma non trovo il post, Di pertinente ho trovato solo questo post, Le foto dello Slideshow sono di Gualtiero, Ha creato anche questa Galleria, Ci ha messo dentro foto scattate da diverse persone, Prese qua e là, Una è mia, Qui ci verrebbe bene un gioco del Coon, Una frase da associare alla fotografia, Della facciata di palazzo, Dell’aperta campagna, Dello svincolo autostradale, Del parco urbano, Del mare blu con le pagliuzze d’oro, Ciò che vedete, Aprendo la finestra di casa vostra. O di dove vi pare. Fate la vostra giocata.
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La grande giocata di CIRO, una vita all’ombra di dio, così vicini a cadere così vicini a volare:
La mia stanza affaccia pure sul vicolo e sulle sue case, ma di spalle. Faccia e culo sono concetti relativi, dipendono dall’indole, e la mia indole scelse come faccia il Monte Somma. Non so quando ma lo fece.
Il gioco di Davide, “La faccia delle cose”, ha un nome riuscitissimo in generale. Perfetto nel particolare della mia giocata. Il Monte Somma, questo vecchietto di poco più di mille metri, era il vero vulcano quando il Vesuvio non esisteva che nelle sue viscere; era molto più grande di come oggi sia il cratere. In una delle esplosioni il Vesuvio gli si è formato da dentro, ed il Monte Somma è oggi tale solo dal lato nord, perché da sud, dal Vesuvio, è tagliato di netto come fosse ancora un cratere – con dentro un altro cratere.
La faccia delle cose allora: il Monte Somma non è un monte ma un brandello di monte; ed il brandello non è di monte ma di vulcano – segue che il vulcano non sia il Vesuvio ma il Somma (e questa è storia). Tutto questo mi ossessiona da quando ero piccolo. È evidente che scelsi di fottermene delle case e del vicolo quando questa natura così aggrovigliata prese a incombere sui miei incubi. Chi nasce fra i palazzi, chi vive con una lavanderia di fronte, o una macelleria, o un antico portone, o una villa comunale, o una scuola, o una piazza con tanto di statuina, non può minimamente immaginare cosa voglia dire vivere con gli occhi e il pensiero inchiodati su un essere molto più grande e reale di dio che dorme ma che si sveglierà. Un dio da vecchio testamento, un essere che da la vita e la fertilità della terra, ma che di colpo può cancellare tutto. Bruciare, sommergere. Un essere vecchio, con la pelle raggrinzita in valli e controvalli sempre più strette ed aspre man mano che si arriva in vetta, con una vetta che non ha cima ma solo un lungo crostone, un profilo tagliente buono per equilibrismi. Equilibrismi. Una vita all’ombra di dio.
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Fotina di Emma:

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Non so se è una giocata o solo gli somiglia, ma il GdS è un Senatore, quindi in piedi, si balla. Sul bordo del mondo, prima di andare:

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La giocata blu di GIANSolino:

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Questa è la giocata di EGINE…un homelette bella come solo una cosa viva sa esserlo, la corredo con un mio vecchio post (sì lo so autocitarsi è terribile ma in qualche modo ci sta):
(sottotitolo: cent’anni di moltitudine)
Il mio aggregatore li definisce Dinosaurs, sono blog che non sono stati aggiornati negli ultimi 30 giorni, c’è Poldone, Metilparaben, Elzeviro, DeadProgrammer’s Café e molti altri che non ho forse mai letto. Molti hanno chiuso i battenti, altri hanno cambiato indirizzo, e altri ancora sono di persone che - semplicemente - non stanno scrivendo. E va bene così.
Saltuariamente cancello chi non conosco, gente finita nel mio aggregatore per qualche lontana ragione. Ho centinaia di blog aggregati, 3220 post non letti, e che non leggerò probabilmente mai. Ho infatti una sfera a corto raggio, un orbitale fortemente aggregato verso un centro fatto di dieci, forse venti, blogger, visite frequenti, visite sporadiche. Capita a volte che la gente preannunci la chiusura del proprio blog e poi non lo chiuda mai, capita che semplicemente smetta di scrivere e il blog resti lì come una casa disabitata, fino ad essere spazzato via dalla piattaforma che lo ospitava o chiuso dentro ad un server spento. Restano pagine nella pancia di google, che diligentemente ricopia l’intero web nei suoi server.
Poi, con il tempo, le pagine spariscono anche da lì.
Ed è una cosa da nulla, semplice, ovvia come il trascorrere del tempo e la storia che ci tesse dentro i suoi ricami, fatti di persone e città. Ripensi alle città, percorse di notte a piedi, capitano luoghi in cui ti senti l’ultimo uomo della terra e i palazzi, le auto parcheggiate, vuote, con l’interno illuminato dai lampioni, conservano solo le tracce lontane di vita umana.
Percorri vie con schiere di palazzi immobili e muti, finestre spente, silenzio ovunque, calpesti asfalti e lastricati, attraversi piazze e vie come su un palcoscenico di cartone che esiste prima della messa in scena e sopravvive dopo lo spettacolo. Soprattutto dopo lo spettacolo, e così è la città che - enorme e splendido dinosauro addormentato, compenetrato dalla vita di uomini e donne, intessuto di storie - cammina lenta nel tempo e fra cent’anni sarà qui a cullare il sonno agitato di nuove persone e tutto sarà uguale nella forma e tutto diverso nel contenuto.

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Tess in Il palazzo che non c’è, Budapest:

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Ugolino in
“Vecchi muri, nuove idee”

Alcune città sono come vecchie e stanche signore: si accontentano di una spilla nuova.
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La mia giocata (doppia ma silenziosa) - Inverno e primavera dalla finestra dell’ufficio:








bello questo filo che lega le cose, l’ho percorso sino alle foto dal tuo ufficio,
forse è meglio l’inverno definisce meglio la nostra prigionia.
bella questa doppia prospettiva. In inverno ci sono pure meno auto nel parcheggio ( lo so, a volte mi colpiscono dei particolari assurdi )
EGINE/TESS: eh sì ma non vedo le vostre giocate, ok che non sono il Coon epperò…
Vedo i panni stesi dei miei vicini, usano tutti mutande bianche, inverno e estate.
Ma non lo sai che i bloggers sono suscettibilissimi?
Fai un gioco e non mi inviti?
Perchè l’anziano si e io no?
Non mi dai nemmeno la possibilità di rifiutare, di fare lo snob?
Non è giusto!
GIANS:
le mutande bianche vanno bene, magari mettici anche uno spicchio di mare. scatta e manda che ti passa.
UGOL:
perché l’anziano è fatto così, gioca sempre, anche quando pensa di fare il serio, tu sei sempre serio, anche quando pensi di giocare. dai giòcati una foto..seria.
Ne uccide più la tastiera della spada, soprattutto se è quella che comanda una sedia elettrica o un lanciamissili
Ma dove la devo mettere la foto? (sono timido, ma l’amore mi dà coraggio)
UGOL:
eh, facci un post o mandamela per corrispondenza, io poi l’appiccico qui sotto, l’ho detto che non sono il Coon..
fatto post.
UGOL:
bene, attaccata la spilla..
sai che mi verrebbe voglia di partecipare? ma le foto di palazzi che ho non sono bellissime… sfoglio e ti dico (sfoglia anche tu e dimmi)
EMMA:
tranquilla, il gioco è gratis..poi, dopo la foto di Ugolino, accettiamo di tutto..
eh ne ho trovata una proprio oggi, domani me la gioco su makia
Ora ti invio la prima facciata che mi capita a tiro tra i miei “rullini”.
TESS:
è super, aggiorno il giocogioco.
GIANS:
quando vuoi..
Tess, ma quando sei stata a Budapest?
Ma sai che sei simpatico?!
Su questa strada ci diventi, spocchioso come il COON!
Torna a Sorrento (devo avere gli ormoni sotto i tacchi in quato periodo; umore irritabile, seno gonfio, dolore ai piedi. Sarò pregno?)
Si, ma dove? la tua mail è pari a quella di un buon 007.
- voglio giocarci. mi prendo solo un pò di tempo. sai, sono appena tornato.
- ah, sei appena tornato…
GIANS:
tu ci sei stato quest’estate, io nel 1998 o 99 non ricordo ma era capodanno, Tess proprio non lo so..
UGOL:
quanto mi piace graffiarti, poi quando hai quei tacchi..
GIANS:
non torniamo più sulla luna..hacker.
MUNA:
e ti abbraccio così su due piedi in mezzo alla piazza..
Certo che sei criptico, tuttavia a modo mio, ho cercato di interpretare.
grazie davide dal post di corredo, ho letto un attimo ciò che ha scritto Ciro,
ecco fra le cose che vorrei non scomparissero ci siamo noi.
GIANS:
beh hai interpretato male, perchè non ho ricevuto nessuna mail..mò ti scrivo l’indirizzo.
EGINE:
te e ciro, siete meglio di due birrette fresche.
va bene aspetto pazientemente.
questo gioco ha avuto un successone, non so se te ne rendi conto
GIANS, bravo..
TESS, non lo so è come essere la bambina di little miss sunshine, ho avuto successo coi parenti, ma dov’è la facciata del Coon, di Nausicaa, di Studium, del Poldone, di Bob DYlan…
Che ti pare della mia panchina blu? pare fatta apposta, per un riposo con un bel libro in mano sulle sponde del Danubio.
ma pensa cosa mi sono perso…
GIANS:
la panchina è perfetta..
GdS:
pare un post prendi tempo e scappa (cit). ma tu sei un dannato senatore. e qui siamo sempre aperti per i senatori.
Case fatte solo di film - inteso come pellicola - sarebbero piuttosto pericolose.
RIP:
fila al cine a vedere Tarantino…dopo parliamo.
sorrido, penso che la tess trova sempre le parole giuste, ecco…
Era fresca di vernice.
EMMA:
ciao Emma,
GIANS:
mattacchione..
Sì lo so, dovrei andarci. E’ che sono pigro.