Archivio per luglio, 2009

Domenica mattina

Postati in Musica, Spettacolo su 26/07/2009 da Davide

A me il giro di questa Future Perfect Tense dei Sweet Billy Pilgrim piace assai. Li dovrò conoscere meglio. Beh certo, correndo. Ci sarebbe poi David Byrne (Everything That Happens Will Happen Today. Songs of David Byrne And Brian Eno) il 29 di luglio e Antony and the Johnsons (The Crying Light con Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino) il 1° di agosto. Dove? A Venaria Reale. Sì, figuriamoci se riesco ad andarci. Poi un’altra cosa da fare è una gita sulle dolomiti. Per l’iniziativa I suoni delle dolomiti. Sì, fantastico. Ma non posso fare tutto io.

Afghanistan

Postati in Fotografia su 19/07/2009 da Davide

Today, nearly eight years after the initial invasion of Afghanistan, the country remains unstable at best, and the U.S. is now pouring thousands of new troops into the country, joining the international coalition to combat the Taliban insurgency. This year, bomb attacks on coalition troops have reached an all-time high – at least 46 American troops killed by IEDs this year, part of the larger figure of 1,249 coalition deaths to date. On June 25th, U.S. officials announced the launch of Operation Khanjar – 4,000 U.S. Marines and hundreds of NATO and Afghan forces pushing into various parts of Helmand province attempting to secure the area ahead of Afghanistan’s presidential election next month. Consider this entry a double-issue – there has been so much powerful photography coming out of Afghanistan the past few months, I had a very hard time editing down to just these, recent photographs from Afghanistan.

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An iPod music player is attached to the tactical vest of a U.S. soldier of 3rd Platoon from the 3rd Brigade, 10th Mountain Division as he drives to the site of a roadside bomb explosion in the mountains of Wardak Province in Afghanistan July 11, 2009. (REUTERS/Shamil Zhumatov)

~Part One
~Part Two

La fotocanzone del giorno e altri racconti.

Postati in Fotografia su 13/07/2009 da Davide

10-07-2009 058 di Andrea.

Dura 16 minuti e 20 secondi. Fatemela ascoltare. Corro non male che presto farà caldo caldo. 58 minuti. 12 chilometri. Metto fieno in cascina. Faccio la formica. Mica la cicala. La foto è di Andrea. Un Amico conosciuto dalle parti di Roccapina. Un posto splendido. In corsica. Al terzo minuto e 30esimo secondo. Diventa super. Devi darci dentro. E spingere. Lo so. Che senso ha? Ma sono allenamenti e tu non puoi farci niente. Niente. Dicevo: conosciuto per caso a Roccapina. Ancora prima dell’avvento delle macchine digitali. E’ alto e snello. Corre come uno stambecco. Montagna o pianura. Parla poco. E ascolta assai. Sì, che giammai non sbaglierai. Calmo. Mai perso il controllo. Mai visto, almeno. Domani lavoro da casa. C’è una cosa più bella? No, Rip, non dirlo. Egine è sempre in vacanza. C’è qualcosa di meglio? No, Ugolino non dirlo. A Roccapina ci arriviamo di notte. Credo di avere avuto la febbre. Quella notte. Per l’aver tanto guidato. Per i preparativi. Il viaggio. E tutto il resto. Curva dopo curva. Solo due fari nella notte. Curva dopo curva. E alla fine pensi di essere perso. Ma trovi l’alloggio. Ti hanno lasciato la luce accesa. E’ notte fonda. Segui il vialetto nel giardino. C’è un cielo di stelle mai visto. La notte, le stelle, il profumo di mare. C’è qualcosa di più bello (febbre a parte)? E domani cosa sarà? Il mio medico mi ha regalato una bottiglia di vodka. Cosa avrà voluto dire? E Gio è tornato dai monti. E Mauro è lontano. E quando lo si vede ha mille progetti. E se dico mille approssimo per difetto. E uno di quei pomeriggi, a Roccapina, ho conosciuto Andrea. Lo avverti per il suo silenzio. Ah, a proposito a ottobre c’è la maratona di Venezia. Silenzio. E brezza marina. E again…

Ragioni d’occhio

Postati in Lampadine su 05/07/2009 da Davide

L’errore è di pensare prima alle cifre di misura e disegnare poi. L’arte prima disegna, e la vera misura, poi, è quella che risulta per ragioni d’arte, solo per ragioni d’arte, e – diciamo la parola – d’occhio. Vi parrebbe possibile che un Morandi pensasse in centimetri prima l’altezza di una sua cuccuma o De Chirico la statura di un suo manichino? Noi sappiamo e vediamo che quella è la dimensione giusta nel quadro, tracciata dall’occhio e dalla mano e che non serve più per nessun’altra opera. Così noi andiamo architattando, cioè disegnando Architettura, creando Architettura.

Gio Ponti

Macchia su macchia

Postati in Fotografia su 04/07/2009 da Davide

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Supporters of ousted Honduras’ President Manuel Zelaya clash with soldiers near the presidential residency Tegucigalpa, Monday, June 29. 2009. Police fired tear gas to hold back thousands of Hondurans outside the occupied presidential residency as world leaders from Barack Obama to Hugo Chavez appealed to Honduras to reverse a coup that ousted the president. (AP Photo/Esteban Felix) (via)

La settimana se ne è andata per i cavoli suoi. Io pure me ne sono andato per i cavoli miei. Tutti i colleghi in ferie. Quando li chiami sono al mare. Sopra vento. Pensano alla siesta. Li lascio in siesta e invento numeri al posto loro. Più che incontri, scontri. Vorrei che almeno tutto questo avesse un senso e portasse a qualcosa. Ma ci si sveglia sempre dentro allo stesso giorno. I terremoti non li ascoltiamo più. Tutto guasto e scaduto. Poca cura. Manutenzione, non parliamone. Sì ma basta catastrofismi (cit.).