Archivio per maggio, 2009

Fatemi accendere

Postati in Musica su 28/05/2009 da Davide

..metto su questo pezzo, che è sempre il solito, di quando cerchi un tabaccaio la sera tardi e attraversi la città come una casa deserta, o quando ti accorgi che sei via per molto tempo e il mondo va avanti ed è uno spettacolo che tu non vedi, o di quando ritorni al mare, ogni volta come fosse la prima, ogni volta come sempre.

Kodak Moment (cit.)

Postati in Fotografia su 28/05/2009 da Davide

two photographers · one camera · one weekend · a thousand people
Our project is a true portrait of Britain created by photographing 1,000 people. We stopped everyone who crossed our path on the streets of London, excluding nobody, asking the same question more than fifteen hundred times. In a moment where recession is the main subject of every discussion, it was striking to come across such positive attitude. This is the true face of Britain.

Author: Carlo Nicora and Fabulous Muscles

Suggested Soundtrack -> Crazy6 ~ Start (site)

Feeling fresh and ready to go

Postati in Mondo su 19/05/2009 da Davide

Parto con poche cautele, forte, dopo pochi km mi attesto sui 5 minuti al km. Risaie di lì, risaie di là. Pianura spinta. Solo qualche cavalcavia a volare sopra ai nastri autostradali, sopra a macchinine polystil colorate. Poi giù di nuovo. Molto silenzio. Poco vento. Un po’ di sole. Al 17esimo arriva in punta di piedi la stanchezza. Inizia a far fracasso. Bisogna non ascoltarla, ignorandola se ne andrà. Rilassare le braccia, la schiena e spingere. Ancora 3km, 2km, 1km, 0.97m. Panissa

TAGS:
Insomma tutto molto bello, E buono, Lui è un missile, Tera Patrick non c’era, E niente musica, Siamo professionisti, Ma qui vi metto qualcosa di bello, Come una vacanza ad Orbetello, Coldplay, Live, LeftRightLeftRightLeft, Free download

La canzone del giorno (+ lampadina bonus track)

Postati in Lampadine su 16/05/2009 da Davide

Il cortile era tutto silenzioso. Non era accessibile ai prigionieri comuni. I muri circostanti, con il loro spessore enorme, tenevano lontani tutti i suoni. Il carattere egizio della costruzione mi pesava con tutta la sua tetraggine. Ma sotto i piedi cresceva, prigioniero, un morbido prato d’erba. Il cuore delle piramidi eterne, ecco cosa pareva, dove, per qualche strana magia, attraverso le fessure, semi d’erba, lasciati cadere dagli uccelli, avevano attecchito.
Stranamente raggomitolato ai piedi del muro, le ginocchia piegate, coricato sul fianco, la testa a contatto con le fredde pietre, vidi il consunto Bartleby. Ma nulla si muoveva. Mi fermai, poi mi avvicinai a lui, mi inchinai e vidi che i suoi occhi spenti erano aperti: altrimenti sembrava profondamente addormentato. Qualcosa mi spinse a toccarlo. Sfiorai la sua mano e un brivido pungente mi attraversò il braccio e la spina dorsale fino ai piedi.
La faccia tonda del cuciniere mi fissava. “Il pranzo è pronto. Non pranza nemmeno oggi? O vive senza mangiare?”
“Vive senza mangiare” dissi, e chiusi i suoi occhi.
“Ehi! È addormentato, no?”
“Con i re e i consiglieri” mormorai.

Herman Melville ~ Bartleby lo scrivano ~ Oscar Mondadori

Qui la lampadina iniziale..

Il giorno prima dell’estate

Postati in Lampadine su 14/05/2009 da Davide

Non ho più niente. Nè aghi nè pagliai.

John Harstad ~ Che ne è stato di te, Buzz Aldrin ~ Iperborea

Insomma, una bellezza senza fine. Corro lungo il canale, verso il fiume. Ci sono cose belle come i primi bagni al mare, quando il mare è mossissimo, con cavalloni che si susseguono alti, arrivano da lontano e crescono veloci. Onde come muri, da attraversare con tuffi di testa. Riemergere, e in fretta prepararsi come un portiere senza scampo.
Schiuma bianca e acqua torbida di sabbia in sospensione. Tenersi d’occhio tra audaci e incoscienti bimbetti. La focaccia sulla spiaggia.
E c’è questo libro, e la storia di Mattias ed Helle, che racconta di come lei non se la senta di sposarlo e che alla fine lo lascia, su di una roccia in bilico a dirupo sul mare.
E corro tra questi pensieri. E vedo come le cose belle siano tutte belle allo stesso modo, e che tutte in fondo abbiano lo stesso sapore, che fa un po’ persino male.
E corro. E non è più inverno. E la pancia vuota – al solito – con quella sensazione di caduta libera a girargli dentro. Corro e sono giorni con notti che durano troppo. Prima che sia estate e prima che sia inverno.

La lettura del giorno

Postati in Mondo su 11/05/2009 da Davide

Sto sulla terrazza..

Postati in Fotografia, Lampadine su 09/05/2009 da Davide
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Non tutti vogliono dirigere un’azienda. Non tutti vogliono essere i più grandi campioni del paese o far parte di svariati consigli d’amministrazione, non tutti vogliono avere i migliori avvocati, non tutti vogliono aprire gli occhi ogni mattina sul trionfo o la rovina nei titoli di giornale.
Qualcuno vuol essere la segretaria che resta fuori quando si chiudono le porte della riunione, qualcuno vuole guidare la macchina del capo anche il giorno di pasqua, qualcuno vuole eseguire l’autopsia del quindicenne che si è suicidato una mattina di gennaio, e l’anno ritrovato in acqua una settimana dopo. Qualcuno non vuole andare in tv, alla radio, sui giornali. Qualcuno vuole vedere il film, non esserci dentro.
Qualcuno vuol fare il pubblico.
Qualcuno vuol essere una ruota dell’ingranaggio.
Non perché è costretto, ma perché lo vuole.
Una pura questione matematica.
Così io me ne stavo seduto. Qui. Qui in giardino, e non avrei voluto essere in nessun altro posto al mondo.

John Harstad ~ Che ne è stato di te, Buzz Aldrin ~ Iperborea

La foto è di Pascale Avital.