Archivio per marzo, 2009

Il ristorante del mese

Postati in Lampadine su 23/03/2009 da Davide

E’ a Boston…sì, lo so, è un po’ fuori mano, ma a qualcuno può tornare utile…si chiama BanQ. Poi ditemi com’è…

BANQ_restaurant.jpg

«I regali non contano niente. I soldi se ne vanno, i vestiti si stracciano, i giocattoli si rompono, ma una buona cena rimane impressa nella memoria, e di lì non se ne va più, mica come gli altri regali. Il corpo, quello lo lascia in fretta, ma la memoria invece…»

Meir Shalev ~ Per amore di una donna ~ Frassinelli

Allenamento lungo

Postati in Sport su 17/03/2009 da Davide

Fuori è ancora buio, sono da poco passate le 5.30. Ancora qualche preparativo e sono pronto per partire, mi metto un po’ di crema solare sul viso, più tardi il vento e il sole potranno essere ostili. Finisco di bere il caffè. Sono pronto.
E’ sempre la stessa storia, la stessa levataccia, sono tutte uguali le levatacce, ti alzi prima del sorgere del sole, ti trovi in strada che è ancora notte, semafori gialli, strade deserte come i quadri di De Chirico. In autostrada solo pochi camion, l’est di fronte, nello specchietto retrovisore è ancora notte, l’alba arriva da lontano, all’orizzonte si gonfia lento un bagliore. E già sei contento di esserti messo in moto in questa cosa. E’ sempre la stessa storia. L’autostrada corre veloce ai bordi di campi, paesi e città, tu spettatore invisibile, non vedi anima viva, tutto è intatto e lontano, pulito e preciso, lento e silenzioso, pare di guardare gli alveari urbani dall’alto di un aereo. Brescia centro, parcheggio, bus navetta, Marathon Village, spogliatoi. Pronti…è sempre lenta la partenza, tra una grande folla, arriva lo sparo, corridori a diluirsi lungo il nastro del percorso, poche centinaia di metri e puoi impostare il tuo passo. I primi chilometri li scavalchi sereno, i cartelli che li marcano si susseguono veloci, 7 km, 8 km, …, 12 km. Arrivi al 21 chilometro che sono trascorse due ore. Cominci davvero a sentire la stanchezza. Ma è solo una voce lontana. Al venticinquesimo chilometro la voce si fa sentire distintamente, senti solo lei. Inizia il percorso mistico. Hai davanti a te uno stradone rettilineo senza senso, non arrivi a vederne la fine, periferia sud, dopo un’eternità giri a destra, a costeggiare le alte mura di un carcere, torrette per le guardie armate, vetri antiproiettile, alta grata di recinzione, trentesimo chilometro. Ne mancano ancora due per rispettare il piano di allenamento. I punti di ristoro compaiono come postazioni in mezzo al deserto e i loro addetti ti guardano come custodi di frontiere remote, uomini dalla storia misteriosa, relegati a sostenere sfiniti e solitari maratoneti, in mezzo al nulla di campagne e periferie. Hic sunt leones. Superare i 32 chilometri e fermarmi, interrompere la corsa, iniziare a camminare, lento in questo sole di campagna a mezzogiorno passato. Via Malta. Un sentiero di campagna che affonda dentro alla pancia della città costeggiando la centrale per lo smaltimento dei rifiuti. Superare i 32 chilometri e fermarmi significa arrivare sul bordo di qualcosa, la maratona inizia lì, andare oltre, saper affrontare il resto con scioltezza, richiede esperienza e autocontrollo, saper tenere il ritmo, con un sorriso interiore, anche se tirato dai dolori e dalle contrazioni che dalle gambe, su su, salgono fino a sotto la pelle del viso. Qui, ora, tutto assomiglia a certe storie di Soriano, qui tutto assume la sfumatura del sogno e presto ti assale qualcosa come il runner’s blues di Murakami. Triste, solitario y final. Ma solo per poco, perché alla fine sei arrivato, e questa pasta con il ragù Star è buona come una mattina d’estate.

Musica!

Sui lupi i corvi e le colombe

Postati in Lampadine su 14/03/2009 da Davide

Allora, che cosa andava a cercare tua madre alla tomba di Toniuccia? Non l’ho mai capito. Ma ci portava la bambina, le vedevo laggiù accanto alla tomba con tutt’intorno un mare di ciclamini. Mentre gli anemoni vengono sempre su sulle rovine, i ciclamini amano crescere nei cimiteri. Ovunque trovi anemoni, significa che in un tempo passato lì abitavano degli uomini, e dove ci sono lapidi, è come se fossero sassi per i ciclamini, proprio come la stalla fa da grotta per le rondini e il cassonetto delle persiane per i passeri. E’ solo il corvo che non lascia gli alberi che dio ha preparato per lui nei sei giorni della creazione, e non va mai a fare il nido da qualche altra parte. Per un verso abita al fianco degli uomini e non ha nessuna paura di loro, per l’altro non ci conviverebbe mai come fa la colomba, che fra tutti i volatili è l’unica che non possa soffrire. Se ne sta lì con il suo ramoscello d’ulivo in bocca, simbolo di pace per tutto il mondo, ma tra di loro non fanno che scannarsi. Le hai viste come lottano sul tetto, fino ad ammazzarsi? E’ una cosa tremenda. Anche quando una è già più di là che di qua, tutta rotta e non riesce più a reggersi, l’altra non la molla. I lupi lasciano perdere, ma le colombe no. L’altra la perseguita e la colpisce ancora, ma mollare non la molla, finché non l’ha finita. Anche i corvi fanno così ogni tanto, ma d’altro canto il corvo non è mica il simbolo della pace.

Meir Shalev ~ Per amore di una donna ~ Frassinelli

Dropbox (2GB free, up to 5GB)

Postati in Tecnologia su 08/03/2009 da Davide

Se vi occorre un buon sistema per avere sempre a disposizione on-line i vostri file, Dropbox è ciò che fa per voi. Ottime feature di syncing, encryption, sharing, ottimizzazione della banda, compression e, azzarderei, deduplication, che significa che se devi trasferire via internet una casa, puoi trasferire un mattone una porta una finestra una tegola e una mappa con il numero e la posizione delle entità trasmesse, a destinazione la casa viene riassemblata, duplicando e collocando i pezzi costituenti secondo le indicazioni della mappa (deduplication, detta alla brutos).

Questo disegno aiuta a capire:

tour3aa.png

anzi, questo schemino è ancora più immediato.
Ma se ancora non avete capito niente guardate qui:
Screencast.

Manderò l’invito a chi si dice interessato lasciando un commento, l’invito vale 250MB+250MB.

R E S E T

Postati in Fotografia, Plenty of time su 05/03/2009 da Davide

TheGap

No, dice che non c’è pericolo di dormire troppo a lungo. Dice che non è proprio un Dormire. Dice che si Resetta. Pausa pranzo, un salto a casa, si mette comodo e si Resetta. Sto termine ha a che fare coi dispositivi elettronici, però ha un suo senso e ora, sul volo per Londra, tento di resettarmi anch’io. Mi son svegliato alle quattro, un’ora prima del suono della sveglia e poi ad attraversare la città popolata solo da vigilantes ed edicolanti. Mi metto comodo e inclino leggermente lo schienale, chiudo gli occhi, perché basta poco per riposarsi, il riposo degli skipper, il soffio sordo invade ogni spazio disponibile, nessun altro rumore, solo i frammenti di conversazione di due giovani dame sedute alle mie spalle, qualche fila più in là, ridono a volte, quelle belle risate dentro al soffio sordo e frammenti di parole, i pensieri si diradano, come sabbia a decantarsi (sabbia, no segatura! smettiamola di fare gli spiritosi lì in fondo, ok?), a depositarsi sul fondo, alla base del corpo. Resta una limpidezza, priva di coscienza e consapevolezza. Sparito il soffio sordo, sparite le risate lontane…abbiamo iniziato la discesa…tra venti minuti atteriamo…apro gli occhi a guardare la superficie dell’acqua, da sotto, un velo d’azzurro e d’argento, dorato dal sole, lento emergo verso la superficie…dove ero rimasto?