Il grande capo
4 November 2007 – 9:51 amDue parole su questo film, Il grande capo, di Lars Von Trier.
Lars Von Trier è un grande, nei suoi lavori si ritrova come inconfondibile marchio la capacità di ritrarre microcosmi con esattezza e profondità uniche. E, come disse quel tale, sapere ben conoscere una zolla significa capire il campo intero.
In The Kingdom, serie TV di qualche anno fa, la zolla era un universo ospedaliero surreale.
Il suolo sotto l’ospedale era un’antica landa paludosa dove un tempo i tintori venivano a inumidire i loro grandi teli che poi stendevano per la sbiancatura. Il vapore che si sprigionava da quelle enormi distese di panni avvolgeva il luogo in una nebbia permanente…
In Dogville la zolla è un piccolo villaggio, lo spaccato di un’oscena società. Piccoli, crudeli, inutili uomini doppi.
Ne Il grande capo la zolla è un’azienda informatica danese che sta per essere acquisita da una società islandese. Il capo è solo una parte attoriale, un ruolo da interpretare, conta il carisma, conta ricordare che in ogni società esistono impiegati affaccendati nel duro lavoro quotidiano e impiegati preposti alla sola riscossione dei meriti. In rarissime occasioni le due figure coincidono. Conta infondere fiducia, essere inflessibili, dare l’impressione di conoscere le più complesse strategie, dovere prendere decisioni sofferte ma giuste e di saperle prendere in modo deciso. E ciò che si è trascurato per leggerezza e per scarsa conoscenza è solo qualcosa che si è intenzionalmente ignorato nel complesso e illuminato processo decisionale che solo i capi, oracoli moderni, sanno esercitare. Il capo ha la conoscenza. Il capo è l’alibi e il movente. Vittima e carnefice. Il capo è solo. Il capo dorme male. E’ l’indifferente carceriere. E’ uno sporco lavoro e qualcuno lo deve fare, e nessuno è meglio di Jens Albinus, fanatico del grande Gambini, grande interprete del monologo de Lo spazzacamino nel paese senza camini. Grande attore, grande capo.
99 minuti d’aria. Da vedere.
In foto: Lars von Trier, la foto (peraltro bellissima) ha vinto il premio speciale della giuria del Sunday Festival di Zugo (!), celebre Festival Internazionale della fotografia. Dopo aver visto la foto Lars mi ha telefonato complimentandosi per la capacità di averlo saputo ritrarre come mai nessuno aveva saputo fare prima. Dicendomi che la messinscena, la trasposizione cinematografica di ogni verità, di ogni idea ne muta lo stato. L’atto della narrazione e dell’osservazione mutano l’osservabile. Che secondo lui il gesto del racconto non deve mutare l’essenza del raccontato. Il compromesso sta nell’operare la messinscena in modo evidente all’osservatore, non rappresentare un accettato inganno, tutta l’impalcatura narrativa diventa palese, funzionale e subordinata all’idea. Nettamente svincolata dall’idea. Il portavoce e l’interprete si fanno messaggeri, neutri. L’idea è immutata. E così la foto, la foto nemmeno ci prova ad essere vera, non sono io e nemmeno la mia rappresentazione. E’ l’immagine di una vecchia immagine. Non vi è collocazione spazio temporale. Quello sono io.
Prima che la linea si interrompesse gli ho spiegato che avrebbe potuto scaricarsela da Flickr, la foto, ma la voce si stava già rompendo in piccoli frammenti, grumi metallici. Ciao Lars..fatti vivo.







Enrico Ghezzi, commentando la foto, non avrebbe potuto fare meglio.
Sul “capo” (il condottiero, l’eroe…) ho rispolverato qualche giorno fa un testo che avevo scritto anni fa, tra il serio e il faceto, ovviamente. M’hai fatto venire voglia di pubblicarlo.
Saluti
davide, bentornato, ora leggo poi torno con calma.
Non vale, sono due post! Il primo descrive la causa, il secondo riporta l’effetto (oggi sono così, ermetico, o scemo, fai tu)
p.s. ma è un film nuovo?
Aggiudicato!
un saluto davide
Un bel film, uno dei miei registi preferiti.
Da vedere anche “Dancer in the Dark”, fantastica anche la colonna sonora e Bjork, non è una donna, è un alieno. Musica dal rumore delle rotaie e dai macchinari di una fabbrica.
Da vedere soltanto se l’idea del suicidio non vi ha sfiorato negli ultimi tre anni.
Bentornato.
Una cosa sul Kingdom Hospital, che mi risulta sia sceneggiato da King e la cui storia è stata anche raccontata in altri modi. L’hanno fatto l’estate scorsa su Italia 1 alle 3 del mattino, circa. Davvero divertente.
Se si fa vivo con te, salutamelo.
Marcoz: ho riferito a Lars la tua impressione sul suo commento alla foto, mi ha detto: Who’s Ghezzi?
Aspetto il tuo pezzo sul capo!
Gians: solo promesse, ora chiamo la redazione di Chi l’ha visto?!
Ugolino: due al prezzo di uno, andata! Nuovo ma non nuovissimo, inizio 2007. Trovalo e vedilo. Lars non è un cattivo regista, è un regista cattivo (cit.)
1ps: I smiled for two seconds..:)
Sampei: grazie, registriamo le tue impressioni e la tua segnalazione. Come sai viaggio in treno da più di tre anni..
Rip: Dai, mica avrai da ridire sui nostri palinsesti! Mica è colpa di Mediaset o Rai se la gente la notte dorme.
è un bellissimo post che purtroppo rivela le tue
insane passioni per lars, un pessimista della
peggiore specie, anche se vedo i suoi film non
dimentico mai di toccarmi i coglioni.
Gentile anonimau,
diciamo che sono un ottimista ben informato.
Colgo l’occasione per chiederle di porgere i miei saluti all’amico Egine, compagno di tanti vernissage.
Un’ultima cosa, tra una toccatina di ferro e l’altra, si ricorda di votarmi?..:)
azz corro da muletto.
mi si diano maggiori informazioni circa questo tale che diceva questa tale cosa: sapere ben conoscere una zolla significa capire il campo intero.
Muletto, what’s muletto? You surely mean BlochBusters…or nuovo cinema paradiso multisala, multicentrum?!
(Baricco forse, che a sua volta l’aveva sentita da Celine o da sua nonna, mah?)
Sono un illuso. Comunque, la serie era divertente (viva i videoregistratori)
scusami davide, non posso, non ci riesco, sono completamente inibito. Io di cinema conosco poco…
io non ho accesso.
sono nella frazione sigma persino su emule
(il mio router ha ancora la porta chiusa)
1ps, ti invito a rispettare la legge sul copyright.
ripne ho viste alcune puntate via parabola: sorprendente mix di generi, fruibile a piccole dosi.
gians: ok, siamo in due..
1ps e rip: Giusto Rip, Lars si è già agitato, cerchiamo di andare al cinema, ogni tanto eh?!
(1ps, io dico che rientri nei due sigma)
io di lui mi ricordo un film che mi fece venire il mal di mare e un sacco di idee perverse (a me ed alla mia concubina di allora)
ne venni fuori col malox e facendo a fette la concubina…
Dev’essere DogVille, un legno di notevoli dimensioni, ma mai come il sequel (Manderlay).
Questo è molto più leggero.
Tu dire a Niaahh che lei contenta e onorata di essere affettata, immagino.
non aspetta altro, orgasmo supremo…