
(Photo: Cobalt)
Toadvine e il ragazzo fermarono i cavalli e contemplarono con gli altri quel deserto. Laggiù nella playa si frangeva un mare freddo e un’acqua scomparsa da migliaia di anni si stendeva come argento increspato nel vento mattutino.
Dal rumore si direbbe un branco di cani da caccia, disse Toadvine.
A me sembrano oche.
Improvvisamente Bathcat e uno dei Delaware voltarono i cavalli, li frustarono e gridarono, e la compagnia fece dietrofront e girò in tondo e cominciò a sfilare lungo il fondo del lago dirigendosi verso la sottile linea di arbusti che seguiva la sponda. Gli uomini balzarono giù dai cavalli e li impastoiarono con lacci improvvisati. Gli animali erano già legati e gli uomini stesi a terra sotto i cespugli di creosoto con le armi pronte a fare fuoco, quando apparvero i primi cavalieri, in lontananza sul fondo del lago, un fregio sottile di arcieri a cavallo che tremolava incerto nella calura crescente. Passarono sotto il cielo e scomparvero uno dopo l’altro, poi riapparvero, neri contro il sole, ed emergevano da quel mare estinto come fantasmi bruciati, con le zampe degli animali che sollevavano una schiuma irreale. Perduti nel sole e perduti nel lago, scintillavano e si raggrumavano e tornavano a separarsi, e aumentavano sovrapponendosi in spaventevoli avatar e cominciavano a fondersi insieme, e poi sopra, nel cielo sbozzato dall’alba, iniziò a profilarsi l’infernale riflesso dalle fila: cavalcavano immani a testa in giù, e le zampe incredibilmente lunghe dei cavalli correvano sulle nuvole alte e sottili e i guerrieri rovesciati urlavano appesi ai loro animali immensi e chimerici, e le urla forti e selvagge percorrevano il bacino piatto e brullo come grida di anime che irrompessero nel mondo sottostante attraverso una smagliatura nel tessuto delle cose.
Piegheranno a destra, urlò Glanton, e mentre lo diceva così fecero, per avvantaggiare il braccio armato d’arco. Le frecce salirono nel blu catturando il sole negli impennaggi, poi acquistarono improvvisamente velocità e passarono con un fischio smussato come un volo di anatre selvatiche. Il primo fucile fece fuoco.
Il ragazzo era sdraiato sulla pancia, teneva con tutte’e due le mani il grosso revolver Walker e lasciava partire i colpi lentamente e con cura, come se avesse già fatto tutto questo in un sogno. I guerrieri passarono a meno di trenta metri dalla compagnia, quaranta, cinquanta, poi risalirono la sponda del lago e cominciarono a scomporsi nella calura compatta e a sciogliersi e a svanire.
Cormac McCarthy – Meridiano di sangue – Einaudi









