Archivio per ottobre, 2007
Half Half Marathon
Postati in Mondo, Sport su 15/10/2007 da Davide
Arrivo un’ora e un quarto prima dello sparo che dà l’avvio alla maratona. Mi iscrivo. Fa freddo. Giro per il parco, bevo un caffé, bevo un tè caldo. Osservo i preparativi di 4 atleti kenyani, infilano le stringhe a un paio di nike nuove, infilano il chip, attaccano la pettorina alla maglia. Sono calmi e perfetti. Sono accovacciati sotto ad un tiglio, sull’erba e la terra ma sembra di guardare dentro al box della Ferrari. Saranno i primi classificati. Loro già lo sanno.
Gironzolo ancora un po’, ho i pantaloncini corti e alle gambe accenni di crampi per il freddo. Cominciamo bene.
BANG.
Molte vie della città sono chiuse al traffico. Lungo il tragitto incontro automobilisti adirati, vigili urbani a spiegare che era tutto scritto. Che non c’è nulla da fare. Pranzi domenicali rimandati. Gite a Gardaland annullate. Turni di lavoro da recuperare. Io passo serafico. Mi godo il privilegio. Il sole, ora visibile, comincia a trasmettere il suo tepore. La giornata è splendida. E i crampi un lontano ricordo.
Al 4° chilometro vedo in lontananza, buttati alla rinfusa sull’asfalto lungo il tragitto, dei tegolini del mulino bianco. Centinaia. Tutti privi dei ghirigori di cioccolato. Un’orda di podisti è passata minuti prima ha mordicchiato le decorazioni, la base di cioccolato e ha gettato il pan di spagna. Maniaci. Un addetto prende da un catino un tegolino e me lo porge. Gocciola e più che un tegolino sembra una spugna. Ho la fronte ancora asciutta. Niente spugna, grazie.
Al 5° chilometro mi fermo ad un punto di abbeveraggio, chiedo un Crodino, servono solo acqua, chiedo delle arachidi, niente arachidi.
Al 7° chilometro mi appare la madonna, è splendida e ha le sembianze di Haile Gebrselassie, mi si avvicina con il viso, mi parla, dice che la maratona è un evento da vivere con pace, di non farmi sopraffare dall’ego, di correre per quello che mi sento, senza agonismo sfrenato, che è un modo per vivere una città, percorrerla e guardarla con occhi nuovi, gustarsi il senso di partecipazione, iscritti da tutto il mondo, insieme. Dice che devo sedare la smania di primeggiare e, prima di svanire, l’immagine azzurrognola di Gebrselassie mi sussurra: capito mezza seghina?!
All’8° chilometro i kenyani Tabut Kiptum Edward e Solomon Rotich mi superano. Ok ok, mi doppiano. Credo che se anche avessi accelerato immedesimandomi in un centometrista non ci sarebbe stato nulla da fare, niente, non li avrei raggiunti. Hanno il busto che scorre su un piano invisibile, le spalle oscillano appena e le gambe come bielle, stantuffi di bronzo.
Al 9° chilometro mi supera un uomo in bici, si gira verso di me e urla per incitarmi, dice che mi sono allenato tanto, che non posso mollare proprio ora. Io penso che in fondo ho corso solo due volte in dieci giorni e che non ho nessunissima intenzione di mollare. Però non glielo dico. In quell’attimo mi supera un podista, si affianca all’uomo in bici e dopo alcune falcate sparisce all’orizzonte. Nuovamente doppiato.
Il podio:
1 ~ KIPTUM EDWARD
2 ~ Solomon Rotich
3 ~ Isaak Kiprotich Tanui
In foto Isaak Tanui si sta complimentando con me: Bravo, hai mai provato con il tennis?
Dimenticavo..Il mio tempo: 11,097 km in 1h14’39″, mica pizza e fichi.
NoWhereMen
Postati in Mondo, Spettacolo su 13/10/2007 da DavideAdrian Tranquilli
This is not a love song I – 2006 – Resina e oro
Buon fine settimana.
Dialoghi Zen
Postati in Tecnologia su 11/10/2007 da Davide- E si ricordi che la password è casesensitive.
- Certo, ho immesso casesensitive, ma niente. Ottengo: login or password is incorrect.
- Capisco.
Totò sul Coon: Non so leggere, ma intuisco.
Postati in Mondo su 09/10/2007 da Davide
Fiero di mostrare il mio meritatissimo premio Auden-a-Dondolo. Fiero di essere uno tra i 19 terrestri fantasisti cine-pittorici(!) vincitori della Cavalla di Auden (e cchede aò!). Fiero di non aver trasgredito il 1° imperativo critico di Hopper: “if you could say it in words there would be no reason to paint“.
Liberazione, condanna o fatuità: fate la vostra giocata, scoccate le vostre frecce.
Grazie a tutti, siete un pubblico meraviglioso. Mi è inoltre gradita l’occasione per porre gli auguri per il 3° compleanno del CoonBlog che più che un friend è un Friend Roasted Chestnuts COON.
Applausi…MUusica…
..Sipario..
Con calma ostinata
Postati in Mondo su 02/10/2007 da DavideNon ci sono recinzioni o cancelli d’entrata, dalla strada si arriva direttamente al suo interno. Si diventa parte del monumento, dell’opera commemorativa. Ci si trasforma in memoria, percependo sensazioni di malessere, un luogo osceno dove cessano di esistere i punti fermi. Il giardino dell’Esilio. Il vuoto svuotato. Un cataclisma che muta irreversibilmente ogni equilibrio naturale. L’annientamento di un uomo in deportato, rifugiato, esiliato. Il suo nuovo mondo è un non-mondo fatto di vertigini e disorientamento. Un vuoto incolmabile. A camminarci in mezzo si perde il senso del tempo, il terreno è scosceso, si scompare, inghiottiti dalla superficie con calma ostinata, ci si affossa, persi tra i nodi di una rete che ipnotizza e stordisce. Si riemerge, i blocchi si fanno più bassi, quasi sormontabili ma è solo un attimo, il terreno dolcemente torna a prenderti con sè. Il profilo si fa alto, irraggiungibile e tagliente. Freddo. La luce si attenua. Il tempo e lo spazio scompaiono restano solo le loro stesse intersezioni. E’ buio.







