Archivio per maggio, 2007
Oggi è domani
Postati in Mondo su 25/05/2007 da Davide
Madrid, novembre-dicembre 1936
Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913 – Thai-Bin, Vietnam 25 maggio 1954)
Democrazia e benessere
Postati in Mondo su 18/05/2007 da Davide
Mi informano che è uscita la nuova release di Google Analytics. La prima impressione è decisamente buona. Nell’immagine la Map Overlay con le visite giunte a Numerabile. Ci sono delle macchie bianche. Zero visite da Cuba. Zero dal Kazakistan (15.143.704 di abitanti tutti che mi ignorano?). E l’Africa..quanto bianco.
We are happy to announce the release of a new version of the
Google Analytics reporting interface. Since you are an existing
user, you will automatically be upgraded – there is no action
required on your part. To access this new version click the “View
Reports” link next to any profile in your account by logging in at
http://www.google.com/analytics.
Per tutto il resto c’è MasterCard
Postati in Mondo su 17/05/2007 da DavideE’ mattina e sto recandomi al lavoro. Viavai di persone, tutte con una direzione precisa: chi al lavoro chi a scuola. Saluto l’edicolante che non vedo da settimane, ricambia apostrofandomi: Tu stai leggendo poco!
Passo spedito, schivo e supero, poi la vedo. E’ un attimo, un riflesso. Campeggia al centro di un cubetto di porfido color ruggine. Pare un trofeo. Fresca di conio. Rame. Pulito e perfetto. La raggiungo, la raccolgo. Continuo a camminare. Non è da 1centesiomo, non è da 2centesimi. E’ da 5centesimi!
Decido di andare comunque al lavoro, la fortuna va saputa controllare, non deve portarci a sradicare le nostre abitudini.
La coda dell’occhio (post periferico)
Postati in Mondo su 13/05/2007 da DavideQuesto post parte e non sa dove arriva. E’ un viaggio in taxi dall’aeroporto di Recife a Porto de Galinhas, di notte, con l’odore della foresta che entra dai finestrini e l’odore d’alcol usato come carburante. E’ un cielo mai visto. E quel caldo umido che è un preambolo sconosciuto. Quelle carrellate prese attraverso i finestrini, fette di periferia meravigliosa. La superficie delle cose. Quanto c’è nella superficie delle cose. Quello che realmente emerge dal soggetto messo a fuoco. Fuori dal centro urbano. Un’altra volta è lo stesso viaggio ma nel vano di un pickup, ad osservare la periferia che si srotola, che abbandoni davanti a te, per una volta guardi ciò che abbandoni e non ciò che ti viene incontro. E quello che vedi ormai è una lingua di asfalto a tagliare una foresta che ti ha appena concesso il passaggio. Poi è la volta di un taxi giallo da JFK a Manhattan, col taxista a cristonare, come i nostri, solo che guida un auto molto più moderna delle nostre, tecnologicamente avanzata eppure sporca e consumata dalla polvere e dagli anni. Un progresso consunto. Cristona e cerca la tua approvazione attraverso lo specchietto retrovisore domandandosi se è possibile guidare a quel modo. Ti tieni stretto alla portiera e ti domandi se si stia riferendo alla sua stessa guida. Annuisci con distacco e ti poni in modalità Gioconda. Altra carrellata. Così bella. La schiuma della birra. La linea di battigia. Le onde che arrivano e si rovesciano. Il confine ultimo. Lì inizia lì finisce.
E ancora: Bus Navetta dalla stazione di Lambrate all’IBM di Segrate. Un altro viaggio nel tempo. Moretti ci farebbe un miracolo. Come il suo viaggio verso il monumento a Pasolini che ha in sè un’altra periferia ma è splendido come ogni altro viaggio attraverso il margine di qualcosa. A lambire rimasugli. A toccare il confine.
La coda dell’occhio. E’ con essa che molti blogger osservano ciò che poi riescono a descrivere senza regole fisse o cadenze prefissate. Tutto è estemporaneo, è uno scambio, è un buon rendere (come dice Ugolino), è un regalo continuo, tra amici mai visti, mai così affini o lontani. La coda dell’occhio.
E’ solo che non ho molto tempo
Postati in Lampadine su 09/05/2007 da Davide
La musica? Live in Koln – Part I, Keith Jarrett.
Per quel che mi riguarda questo lo metto tra le cose preziose, insieme al leggendario piano sequenza che apre l’Infernale Quinlan. Vicino a tante altre piccole cose.
3 segnalazioni 3
Postati in Spettacolo su 06/05/2007 da Davide
~ America!
Storie di pittura dal Nuovo Mondo
La pittura americana dell’Ottocento raccontata con 200 capolavori.
Brescia, Museo di Santa Giulia
24 novembre 2007 – 4 maggio 2008
(sì, c’è tempo, ma si sa come va a finire)
~ World Press Photo – Qui la Winners Gallery 2007
Galleria Carla Sozzani di Milano, dal 6 al 27 maggio (in contemporanea a Roma, Museo di Roma in Trastevere)
~ Come se fossimo stati messi lì proprio in quel momento
Quattro racconti dello scrittore americano Raymond Carver: Cattedrale, Creditori, Chiunque abbia usato questo letto, I chilometri sono effettivi? messi in scena con la regia di Sciurmé.
Teatro Litta – Dal 02/05/2007 al 13/05/2007 – Corso Magenta 24, Milano
Informazioni: 02/86454545
(di Carver sapete cosa penso)
Amarcord per Egine
Postati in Mondo su 04/05/2007 da DavideL’amarcord per Egine è un campo sportivo, dove giocavo a pallone nei primi anni delle scuole elementari. Un campo vero, con le porte e le righe bianche sull’erba.
C’era scuola solo al mattino, si pranzava a casa. Non avevamo diari, esisteva principalmente il qui e l’adesso. Nel pomeriggio ci si trovava tutti al campo. Un appuntamento fisso, non servivano conferme. Bambini e ragazzini più grandi, che ti parevano scafatissimi, con una vita alle spalle così, inarrivabili, intoccabili: quelli di quinta o addirittura delle medie.
D’autunno si giocava indossando sciarpa e guanti, parevamo squadre di soli portieri. D’inverno nevicava.
Le auto non avevano cinture di sicurezze e tanto meno airbag. Per merenda si mangiava un sanguis (dopo anni capii che la parola arrivava da sandwich), burro e zucchero, alcune volte nutella, pane semplice: rosette, michette. Esistevano le girella e i buondì motta, roba rara. Non esistevano bottiglie d’acqua di plastica.
Le biciclette erano di tre tipi: uomo, donna, graziella. Poi c’erano le bici da cross con la sella lunga e il manubrio da chopper. Bellissime e mai più viste.
Sono ripassato di là settimane fa, il campo sportivo è scomparso, è rimasto un campo. Quello della foto dal satellite. E tutto è più piccolo. Una miniatura di paese. Grandi gol.





