Gli consigliarono di stare alla larga del territorio Yacqui a ovest perchè gli Yacqui lo avrebbero ucciso. Poi le donne gli prepararono una cena di carne essicata e coriacea, o machaca, e mais e tortillas annerite e un vecchio si fece avanti e gli parlò, con grande franchezza, in uno spagnolo che lui capiva a malapena, guardandolo negli occhi e aggrappandosi al pomo e all’arcione della sella, così da tenere il ragazzo quasi in braccio. Era vestito in maniera strana e vistosa; indossava abiti ricamati con disegni geometrici che parevano istruzioni, forse un gioco. Portava gioielli di giada e d’argento, aveva i capelli neri e più lunghi di quanto l’età sembrava consentirgli. Disse al ragazzo che pur essendo huérfano avrebbe dovuto smettere di vagabondare e trovarsi un posto nel mondo, perché quel vagabondare sarebbe diventato per lui una passione e tale passione lo avrebbe estraniato dagli uomini e quindi anche da se stesso.
Disse che il mondo poteva essere solo conosciuto per come esisteva nei cuori degli uomini. Perché per quanto sembrasse un luogo che conteneva degli uomini, in realtà era un luogo contenuto nei loro cuori e quindi per conoscerlo era lì che bisognava guardare, e imparare a conoscere quei cuori, e per far ciò si doveva vivere con gli uomini e non limitarsi a passare in mezzo a essi.
Disse che per quanto lo huérfano sentisse di non avere più nulla a che spartire con gli uomini, doveva mettere da parte quella sensazione, perché dentro di lui vi era una grandezza di spirito che gli uomini potevano vedere, e gli uomini avrebbero desiderato conoscerlo e il mondo avrebbe avuto bisogno di lui così come lui aveva bisogno del mondo, perchè erano una cosa sola.
Alla fine disse che mentre questa era di per sè una cosa buona, come tutte le cose buone costituivano anche un pericolo.
Poi tolse le mani dalla sella del ragazzo, si allontanò e rimase fermo a guardarlo. Il ragazzo lo ringraziò per quelle parole, ma disse che in verità non era un orfano; poi ringrazò le donne, voltò il cavallo e si allontanò. Rimasero a guardarlo mentre se ne andava. Superando l’ultimo dei wickiups di arbusti si voltò e in quel momento il vecchio si rivolse nuovamente a lui. Eres, disse. Eres huérfano. Il ragazzo alzò una mano, si toccò il cappello e proseguì.
(Da Oltre il confine, di Cormac McCarthy)