
Il papa ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto incazzare la comunità dei musulmani.
Il primo pensiero è:
Nooo, ma pure il papa ci si mette a far casino con questi? Che sono dannatamente permalosi ed è meglio lasciarli stare (ripensi alle gaffe di Berlusconi, alle vignette, ai versetti, ecc) e ridici noooo! A cosa ci serve questa multinazionale della religione, questa Marketing business unit? Vogliamo poi parlare degli abiti del papa? C’è qualcosa di più kitsch al mondo? Perchè non adotta uno stile più sobrio alla Dalai Lama, o qualcosa di più garbato e contemporaneo alla Karzai. Ma il vaticano rappresenta davvvero la cattedrale della nostra spiritualità o ha solo una funzione lenitiva, ipnotica? Una specie di grande televisore. Ma ha davvero qualcosa da trasmettere? E’ davvero una guida all’amore, alla pace? E come esige che non si usino i preservativi, dio santo?! E poi qual è il vero messaggio?
Io credo che la verità debba essere qualcosa di molto semplice. Qualcosa che, a volerla spiegare, anche un bambino la capisca. Qualcosa di semplice come un albero o una nuvola. Non che ci si debba contorcere per ottant’anni e poi, forse allora hai capito qualcosa di questo casino, e dopo sei mesi muori. Semplice: anche un bambino deve capirla.
Il pensiero immediatamente successivo è:
Oh ma ora non si può andare avanti così che neanche si può dire ciò che si pensa, e ti viene da prendere dei pastelli e disegnare delle vignette anche a te, ripensi alle dichiarazioni di Berlusconi sulla superiorità della civiltà cattolica e pensi che aveva ragione. Pensi che i musulmani sono dei maschilisti folli, per nulla aperti al dialogo. Ripensi a quella volta sulla linea 90 (n.d.a. sulla 90 in certe ore siete soli, credetemi, ci sono 60-70 persone, ma voi siete soli, insomma siete evidentemente non integrati con gli altri viaggiatori), a Milano, nella tratta Lancetti – Stazione Centrale: percepisco qualcosa di insolito, mi giro e vedo un tale con il mio cellulare in mano, il display è accceso, il tipo aveva sottratto con delicata destrezza il cellulare dalla tasca del mio giaccone e staccata l’auricolare. Non devo averlo guardato con molta indulgenza perchè resta immobile e mi porge il cellulare con un sorriso da gioconda chiedendomi scusa. Come a farmi un regalo. Sono evidentemente a disagio. Mi alzo e mi sposto vicino alle porte. Non è tanto quel tale a farmi paura ma sono le decine di persone che siedono alle mie spalle, nessuno, dico nessuno ha fatto o detto nulla per impedire che quel tale mi ficcasse la mano in tasca. E ciò che era evidente è che tutti erano parte di una unica cosa. Un’unica persona, un unico volere ed io: male integrato.
C’è una cosa che ha detto Steven Weinberg, che a me sembra semplice e chiara, come un albero o una nuvola:
With or without religion, good people can behave well and bad people can do evil; but for good people to do evil — that takes religion.
Technorati Tags:
papa ratzinger, intelligent design, darwin, religion, islam