Che la cosa abbia a che fare con l’equilibrio pare chiaro, e che sia un modo di arrendersi all’evidenza che i fatti possano precipitare, stravolgersi, rigirarsi, anche. L’accettare di muoversi senza ripari che tanto ripari assoluti non ne esistono e che allora la scelta è di mantenersi in quello stato di allerta, continua. Di equilibrio instabile. Il più coltivato, il più duraturo. Così tanto per non fingere che esistono degli equilibri stabili e assoluti o protezioni totali, e airbag globali. Una cosa così. Un modo di ricordare.
Il casco ha un sottilo profilo in rilievo, trasversale. serve a contrastare le correnti d’aria ascensionali (qualcosa come a impedire che la velocità trasformi il motociclista in un deltaplanista). La visiera nera retraibile copre quasi interamente la parte visibile del volto. E fa la sua bella parte.
-cosa avresti fatto allora se avessi saputo che le cose sarebbero andate a finire così?
-cosa avrei fatto? (pausa di riflessione, sguardo oltre le colline) Avrei cercato di ricordarmele meglio…
Si arrovella nel tentativo di ricordare da dove esce questa cosa.
I pioppi bianchi hanno foglie bicolore. Al vento, onde di bianco attraversano il verde lucente delle foglie. Il vento lo vede lontano sugli alberi prima ancora di sentirselo addosso, a scuoterlo e a strattonarlo.
Fuori dallo stop della barriera la strada si riapre in più di 20 corsie. Pochi metri e convergono: milano centro, tg est, tg ovest.
Inizia la coda. da fendere.
Dal finestrino di una smart in coda esce un braccio charmant con dita fumanti, passa piegando il gomito per non fare danni, unghie french manicure e rossetto sul filtro della sigaretta. Apre, procede basculando, alternando passaggi superiori e inferiori tra i suoi specchietti e quelli delle due file di auto. ferme in coda. Gente che legge il giornale, ferma in coda. Frizione prima frizione prima. Tutti i giorni.
Viale Washington è una festa. largo e arioso. va in progressione. Poi. Scala d’improvviso, arresta: un pedone attraversa. impone uno stop a tutte le auto retrostanti. In testa la moto, dietro: una fila di auto. Una donna albina attraversa sulle strisce facendo cadere un grazie in forma di sorriso. Passa e va. La processione moto-auto riprende. buonarroti, via monte rosa.
-è che non avevo tempo allora, avevo un sacco di cose importanti da fare. E così non ho potuto esserci.
-ma in cosa eri impegnato di così importante?
-no, non ricordo, ma era importante…
E questa? Sì questa la ricorda.
Poi intravede un vigile, camicia azzurra ben stirata e mostrine sulle spalle. ha il braccio e l’indice tesi nel gesto di puntare qualcosa. E nota che indica lui, inequivocabilmente. lo punta come si farebbe con un fenicottero rosa in volo. L’indice segue la sua traiettoria. Riflette su una possibile interpretazione del codice della strada. Un’ammonizione? Un esempio da illustrare a tutti gli automobilisti? E’ vicino ad un pedone e pensa che stia spiegando una destinazione. Fischi non ne sente. Piega, si libera sulla destra e accelera.
Non più di 70, qui fanno le foto.