Archivio per maggio, 2006

San Francisco, Gente a

Postati in Mondo, Spettacolo su 29/05/2006 da Davide


matt condron.JPG JimmyCHEN.JPG

Poterci andare di persona sarebbe meglio ma essendo a San Francisco (in 556 Sutter St, zona Union Square), l’esposizione conviene vedersela sul sito dell’esposizione HANG ART. Merita!

Artisti (più o meno navigati, più o meno professionisti) presi nell’area di San Francisco. La mostra nasce con quest’idea. E i lavori che si trovano sono molto belli.
Questa Meyer, per esempio, è bravissima (sono suoi i tre dipinti sopra). Coglie attimi scattando fotografie prese al volo. Magari dalla finestra del suo ufficio o mentre guida. Quando, la mattina, dopo essersi svegliata alle 5:30, inizia il suo viaggio da pendolare, dal lunedì al venerdì, un’ora d’auto fino a San Francisco. Mentre l’alba si solleva sulla baia e la città comincia ad accendersi. E l’oceano farà il resto, immagino.
Poi, una volta nel suo studio, usando le foto come vago spunto, dipinge.
L’ho detto: merita!

(sopra: lavori di Carolyn Meyer, Matt Condron, Jimmy Chen)

Addentrandosi

Postati in Mondo su 26/05/2006 da Davide

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…addentratevi qui!

Ancora una volta…

Postati in Economia, Mondo su 23/05/2006 da Davide

PuntoCom potrebbe chiudere! Si può scongiurare questo rischio mandando una e-mail di solidarietà all’indirizzo segnalazioni @ puntocomonline.it

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puntocom.gif

Questo è il mio messaggio:

Ancora una volta…
…c’è da chiedersi se esistono capital venturist, capitani d’industria, editori, presidenti in grado di condurre gestioni non spregiudicate e illegali. C’è da chiedersi se non sia davvero impossibile uscire indenni dalla conduzione di aziende, di governi e industrie. Se si possa arrivare ai vertici con percorsi leciti e corretti.

Se l’industria e la finanza sappiano davvero lavorare insieme, ad un fine unico, senza soffocarsi reciprocamente.

L’attitudine alla furbizia e all’inganno di tanti capitani del mondo mette tristezza, essendo – la furbizia – di norma, prerogativa di servi e sudditi. Di persone in cattività.

Di certo esistono i professionisti, quelli veri, quelli che conoscono il mestiere, gli artigiani. Quelli operativi, quelli che non fanno solo l’alto livello. In bocca al lupo…

Technorati Tags:

Sull’importanza della privacy

Postati in Mondo, Tecnologia su 21/05/2006 da Davide

E’ questo l’inizio di un interessante post di Bruce Schneier con un altrettanto interessante nutrito numero di commenti. Inizialmente apparso su Wired News sulla scia delle recenti rivelazioni a riguardo dei tentativi della NSA (National Security Agency) di intercettare le telecomunicazioni del popolo americano.

Last week, revelation of yet another NSA surveillance effort against the American people has rekindled the privacy debate. Those in favor of these programs have trotted out the same rhetorical question we hear every time privacy advocates oppose ID checks, video cameras, massive databases, data mining, and other wholesale surveillance measures: “If you aren’t doing anything wrong, what do you have to hide?”
Some clever answers: “If I’m not doing anything wrong, then you have no cause to watch me.” “Because the government gets to define what’s wrong, and they keep changing the definition.” “Because you might do something wrong with my information.” My problem with quips like these — as right as they are — is that they accept the premise that privacy is about hiding a wrong. It’s not. Privacy is an inherent human right, and a requirement for maintaining the human condition with dignity and respect.

ALtri link: Narus.com, Big brother box.

Predicare bene, razzolare meglio

Postati in Tecnologia su 19/05/2006 da Davide

Sono mesi che rimando l’impostazione di una politica di backup degna di questo nome ai dati del mio laptop personale. Sarà che il ciabattino gira con le scarpe bucate ma devo davvero decidermi. Mi serva d’esempio questo spunto di M. E. Kabay.

As a CISSP, a security consultant, a professor of information assurance and a program director for security studies, I’d be terminally embarrassed to tell clients and students to do what I wouldn’t do myself.

So what do I do about encrypting my own backups? I take daily incremental backups (that is, backups of files changed since the last backup) using WinZIP and its archive-flag option to distinguish among files changed on the same day before and after the backup. Specifically, I check the options labeled “Include only if archive attribute is set” and “Reset archive attribute.”
Then I encrypt the ZIP file (typically called “BUyyyy-mm-dd.ZIP”) to my own PGP public key, creating a file
called “BUyyyy-mm-dd.zip.pgp”. These individual files are usually 100MB to 300MB.

The backup files are stored on my RAID-1 hard disk system and new ones copied daily to an external USB hard disk drive. The contents of the USB drive are synchronized daily with the hard drive on my laptop computer, providing a total of three current near-identical file sets (not counting the RAID-1 copy).

At the end of each month, all of that month’s backup files are copied to a DVD as part of the monthly full backup. The DVDs are stored in a fire-resistant safe.

Update:
As per Mich’s request I add the link where the entire article will be soon available.

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Politica Web2.0

Postati in Mondo su 18/05/2006 da Davide

Anche Paolo Gentiloni (ministro della Comunicazione) ha un blog (www.paologentiloni.it) che proprio alla vigilia delle consultazioni ha festeggiato un anno di vita. «Confesso che all’inizio», scrive il neo ministro, «la mia è stata più che altro una sfida con me stesso: dimostrare che a 50 anni anche uno che è un immigrato digitale e non un nativo digitale (la distinzione, come è noto, è di Rupert Murdoch) poteva partecipare alla nuova ondata di comunicazione sul web».

In questo pezzo un elenco dei siti dei neo ministri e politici del nuovo governo.

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Bono: direttore per un giorno

Postati in Mondo su 16/05/2006 da Davide

Bono è il responsabile dell’edizione odierna del quotidiano The Independent.

Pare tutto perfetto fuorchè la scelta di mettere un articolo sui brani musicali preferiti da Condoleezza Rice…Adoro la cavalcata delle valchirie e mi piace l’odore del napalm la mattina…

Attimi ovvero cosa mi è piaciuto del film Crash diretto da Paul Haggis

Postati in Cinema, Spettacolo su 13/05/2006 da Davide

Matt Dillon Paul Haggis.jpg

Che alle volte capita di commettere errori madornali. Peccati mortali. Quelli veri.
E che sia inutile investigarne le motivazioni, l’esatto movente. Chè non servirebbe a nulla.
Il cercare attenuanti o prove inconfutabili di condanna…no, in assoluto non serve. E’ cosa inutile al cospetto delle conseguenze dell’errore commesso. Degli improcrastinabili accadimenti.
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Che alle volte sono errori con conseguenze devastanti. Per tutti. Per chi li commette e per le predestinate vittime. E che alle volte servono anni o una vita intera a rimettere insieme i pezzi. E non sarà mai più la stessa cosa. Mai. E per nessuno.
Che alle volte però qualcosa succede. Gli accadimenti girano d’improvviso nei vicoli stretti di un destino magnanimo. E tutto si aggiusta. I fatti si sciolgono lenti e tutti i frammenti di dolore e le schegge di disperazione tornano in un alveo sotterraneo. Un attimo esatto prima di esplodere.
Crash Movie 2.jpg
Mentre tu stai con gli occhi chiusi a pregare qualcosa e qualcuno. Ripensando a quell’istante in cui tutto poteva cambiare. Crollare in un abisso. A quel punto preciso in cui l’emisfero del futuro torna ad essere un tutt’uno con l’emisfero del passato. Ti fai carico della tua condanna, sei giudice e condannato e ti assolvi e ti condanni all’ergastolo. E ripensi a quell’attimo. E a quell’infinità di attimi che hai ancora. Davanti a te.

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In piedi sul torrione

Postati in Mondo, Spettacolo su 12/05/2006 da Davide

Per cambiare punto di vista. Per uscire a guardare.

Per cambiare i propri metri di misura, i propri schemi di pensiero e di valutazione.
Per leggere la poesia del rinascimento laddove si vede saccheggio aridità e misera opulenza.
Per respirare sott’acqua. Per vivere il paradosso come vera normalità.
Per andare in iperventilazione sotto 30 metri di oceano.
Per guardare lontano. Così lontano da vedersi di schiena. E non riconoscersi.
Per capire l’incomprensibile. E per accettarlo.
Per stare fermi. In piedi su un torrione. Quando piove e il vento è gelato. In mezzo a gente non tua. E ottenere da loro la percezione della tua immagine.
Una tua immagine.

“L’uomo non ha una sola e identica vita; ne ha molte giustapposte, ed è la sua miseria”. (Chateaubriand)

Per rigirarsi di scatto. Per svegliarsi in un luogo nuovo. Mai visto. La tua casa di sempre.
Per i “nostri” tempi, per come si viveva una volta. Perché in fondo tutto è uguale. A ripetersi. Nello stesso modo.

Dal resto del mondo ho perso contatto un sacco di tempo fa, e non è bello, ma è vero. Si fa un sacco di fatica a capire la propria zolla di terra, non resta molto per capire il resto del campo. Ma forse in ogni zolla, a saperla leggere, c’è il campo intero.

Un saggio a puntate su Repubblica.it di Alessandro Baricco.

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Indice di bucato: in attesa del widget

Postati in Mondo su 09/05/2006 da Davide

Per non stendere inutilmente il bucato, per lasciarlo esposto alle polveri sospese il minor tempo possibile:
StendiBiancheria.net

Indice di bucato.gif

Cos’è l’indice di bucato?
L’indice di bucato è un valore numerico ottenuto mescolando varie informazioni metereologiche.
Il suo valore è basso quando la biancheria difficilmente potrebbe asciugare, è alto quando può asciugare in fretta.

Che variabili utilizza?
Temperatura, umidità, velocità del vento, incidenza dei raggi UV, pressione atmosferica e trend di pressione atmosferica.

Le città servite sono ad oggi:
Firenze, Roma, Napoli, Capri, Venezia, Torino, Milano, Parigi, Tokyo, Berlino, Mosca, New York (US), Baghdad.