La famiglia high-tech

23 September 2005 – 6:35 pm


Non si riesce a fare tutto, è inutile.
L’hi-tech è una bestia instancabile e tentacolare, una pianta rampicante florida e imprevedibile.
Sei assorbito dalle innovazioni tecnologiche, vuoi capirle e provarle. Con approcci oscillanti tra attrazione e ripulsa.
Nella farm domestica hai il laboratorio per le sperimentazioni, l’ambiente di staging, la preproduzione. Il deposito per le parti di ricambio, gli imballaggi e i dispositivi obsoleti. Poi hai l’ufficio acquisti, l’amministrazione e l’ufficio legale per la gestione dei contenziosi e lo studio dei contratti. Uffici collocati in puliti e spaziosi folder colorati.
Sei l’amministratore unico (o quasi), fungi da System Administrator, da CTO (Chief Technical Officer) e a volte (ma raramente) da CEO (Chief Executive Officer).

A prescindere dai contenuti e i reali impieghi, cerchi le novità nei mezzi trasmissivi, negli applicativi, nei dispositivi. Poi ti fermi e affronti i contenuti e gli impieghi. Gli uni senza gli altri sono privi di senso. Cerchi così di promuovere l’utilità dei contenuti e degli impieghi per persuaderti nell’acquisto del nuovo mezzo o dispositivo.

Hai 8 diversi recipients di posta, sei iscritto a mailing list che scambi ormai per spamming. Centinaia di newsgroup e rss feed. Per ascoltare i podcast accampi viaggi in auto o in bicicletta.
Cerchi una nuova fotocamera digitale, leggi i commenti sul web, fai una pre-selezione, chiedi in giro. Poi decidi. Trovi il rivenditore più conveniente. La compri. E’ fatta. La provi, leggi il manualetto, la porti in vacanza e scatti 200 foto. Non fai in tempo a sistemare le foto delle vacanze, a pubblicarle per mostrarle ad amici e parenti, che già ne hai fatte altre 100 in un fine settimana in montagna.

Amministri e mantieni il tuo portatile assieme ad una miriade di periferiche, penne usb, supporti ottici e preistorici supporti magnetici. Copie di backup perse e dimenticate.
Hai 6 telecomandi escludendo quello per l’autoradio. Ne usi quattro solo per vedere E.R. con l’audio amplificato dal NAD.
Hai il decoder satellitare e stai compiendo analisi accurate sull’offerta del digitale terrestre. Hai snobbato l’home theater e per questo sei chiacchierato da una cerchia neanche tanto ristretta di amici. L’HomeTheater: cinque casse più una che metti dove vuoi, anche in cantina.

Pensi al VoIP e ciclicamente affronti le offerte telco, analizzi il dsl più vantaggiaso, più performante (2, 6, 8, 100 Mbps, no…non garantiti). La selva oscura delle tariffe telefoniche. La preselezione, diversificata sulla base temporale. L’ultimo miglio. La ricerca del fornitore unico. Il WiFi.

Hai un cellulare con video camera, lettore mp3, calendario, rubrica. Tutti oggetti da syncronizzare obbligatoriamente con il laptop (mp3 e foto incluse).
Hai un lettore dvd così raffinato che certi supporti sfrigolano e sfarfallano e devi restituirli a BlockBuster senza neanche averli visti. E pensare che in un centro commerciale ne vendevano uno a 19.90€.

Escludi a priori il Windows Media Center perchè ha un nome che non ti piace.
Hai un museo di GameBoy, console playstation e WalkMan (4-6 brani musicali per lato).
Il GPS, un’autoradio che legge anche gli mp3. In cantina hai un Olivetti M24 acquistato nell’85 per 3.500.000 L. . Senza disco fisso. Solo due floppy drive. Per un hard-disk da 20MB occorreva un altro milione. E’ da un po’ che rifletti su come reimpiegarlo.
Acquisti tutto con un occhio agli aspetti di integrazione. Tutte le interazioni e connessioni previste dai dispositivi vanno sfruttate. Uno splendido infinito mondo di integrazione.

L’hack della settimana?
Collegare l’iPod all’amplificatore stereo, potendo quindi ascoltare podcast e brani mp3 sull’impianto hi-fi di casa.

Punti aperti:
a) acquisto via store.apple.com. Prezzo 29.95$

High Performance 24k Gold Contact Audio Connectors.
Both iCable minijack and RCA audio connections are 24k gold plated for optimum signal transfer and corrosion resistance. So, you’re Monster cable will sound great and last a lifetime.

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