rip

29 January 2010 – 9:30 am

Notizie da Qui

20 January 2010 – 12:35 pm

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~ Photo: Philip Jones Griffiths ~ Sotto l’uomo i Pearl Jam ~ Alive

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Una canzone per Marcoz, Dateci dentro, Alzatevi e ballate, Io non so far girare l’Hula Hoop, Non c’è verso, Voi da quanto tempo non ci provate? Ho visto la mostra Ombre di Guerra, Alla rotonda della Besana, Foto e pensieri a rigirarmi dentro, Per giorni, Fotografie imperfette, Reali, B/N, A volte fuori fuoco, Spesso scattate sul fronte, Azioni di guerra, Trincee, Fango, La desolazione del mai più come prima, Nulla a che vedere con la mostra di Steve McCurry, Foto a volte seducenti, A volte costruite ad arte, Post processing, Sìsì belle, Ma Ombre di guerra, …, Un’altra cosa, Fotoreportage di guerra, Dal loro inizio, Dei tempi della rivoluzione spagnola del ‘36, Con Robert Capa e Gerda Taro, Conflitti in ogni dannato dove, I curatori hanno collezionato fotografie, Fermandosi ai conflitti del 2007, Hanno lasciato due anni di distanza, A decantare i fatti, Ma la storia è sempre quella, Conflitti che convivono con noi, Con la nostra indifferenza, Dell’edizione delle 20, O delle 20.30, Assopiti, Indifferenti, Ora ti passano davanti agli occhi, No excuses, Vedi la preistoria, Oltre il medioevo, Violenza ottusa e primordiale, E Louis prova a dirmi che il denominatore comune è l’uomo, La guerra e l’uomo, Dice che no, Non siamo più nel medioevo, Che allora c’erano più conflitti e ovunque, E ora meno, E domani, Ancora meno, Forse, Ma quelle foto dicono qualcosa di diverso, Maledizione, E oggi non siamo più dei trogloditi, C’è stato Tesla, Galilei, Gauss, Leonardo da Vinci, E le sue armi, Beethoven, McCarthy e Salinger, C’è stato Live aid, Pablo Neruda, Fermi e Levi-Montalcini, Born, E poi ci siamo stati noi, Nel giorno dopo giorno, Il progresso, La scienza, La democrazia, Le organizzazioni internazionali, Non trogloditi, Ma feroci e precisi e chirurgici (?) e organizzati, Molto più di un troglodita, Più mediatici, Interessi più ampi, Esatti nei metodi, Sistematici nelle azioni, Il nord e il sud del mondo, Uno sempre più a nord, L’altro sempre più a sud, Le isole di benessere, I paraocchi, Il petrolio, Modelli economici eticamente esecrabili, Tacitamente legittimati dai governi, Vita mia, Morte tua, Non c’è un dannato equilibrio, Tanta schiavitù, Ed io sono vittima, Ed io sono carnefice, Ed io imbraccio il fucile, Ed io muoio prigioniero. E dove l’Uomo non porta equilibrio, Oh sì, E’ la natura dell’uomo a portarcelo.

La canzone del giorno settimana

15 January 2010 – 5:00 pm

~ From Gagarin’s Point of View ~ Esbjörn Svensson Trio

Notizie dalla preistoria

6 January 2010 – 9:53 am
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Parto da sotto casa, scatta il cronometro, inizio lento, tra le botteghe e i parrucchieri, tra persone in abiti cittadini, passo il Sottovento, passo la steak house, attraverso poco meno che a casaccio il lungoticino e infilo il ponte coperto. Oggi ascolto i Kleptones, all’andata i brani calmi di Downtime, al ritorno, giunto alla metà del percorso, dove l’aliante raggiunge la più alta quota e prima di invertire la rotta per un attimo si ferma, là intendo cambiare e ripartire coi brani di Uptime. Più forti e incoraggianti. Non nevica più. L’aria è pulita e fredda eccetera eccetera.
Passo il borgo e sono sull’argine. Più che solitudine è l’essere solitari. Oggi non incrocerò nessun runner.
Rare auto arrivano lente, come esplorando il vasto paesaggio senza sfiorare l’asfalto. Un mantello bianco su ogni cosa visibile, qui e là forato da certi fili d’erba di un verde brillante, esili sagome nere di alberi senza foglie, cespugli. Laggiù il contrasto di placidi cavalli scuri addossati ad una mangiatoia.
L’essere solitari di Hopper, cosa molto diversa dall’essere soli. Lungo questa strada rialzata tra i campi e il fiume. Solitario.
A correre, cauto dove le auto hanno compattato la neve fino a renderla ghiaccio, e veloce sulla neve fresca che ad ogni passo scricchiola e cigola. Soffice velluto. Dalla porta di casa alla preistoria. A/R.

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El Negro Zumbon, Edward Hopper è un fotografo eccezionale, Steve McCurry un buon pittore, Andate al cinema a vedere Welcome, Buon anno, Dopo 6.5km giro i tacchi, La città è lontana, Io qui adesso decisamente solitario, Riparto, E questa volta si chiama ritorno, Tocco l’uscio di casa dopo un’ora e 6 minuti, Ma potrebbe essere trascorsa l’intera Pleistocene.

Merry Crisis and a Happy New Fear

23 December 2009 – 8:37 am

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Sotto il volo: Arriving Somewhere But Not Here ~ Porcupine Tree

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Scappo per gli ultimi preparativi natalizi, Vi lascio una carrellata, Anzi tre, Guardatele con calma, Ci siamo pure noi, A modo nostro, 2009 in photos (Part 1), 2009 in photos (Part 2), 2009 in photos (Part 3), Gli anni come stanze di una grande casa in campagna, Nel 2010 vorrei stare un po’ in giardino, Due parole, Una birra, Un barbecue, Un abbraccio a tutti, Da qui al 2010 e oltre, Oltre Oltre, Tera Patrick (cit.), Vi lascio con le letterine di piccoli atleti:
Caro Gesù Bambino,
Ti sento spesso molto vicino,
ascolta, questa settimana aiutami a studiare bene per la verifica di matematica, poi a risolvere il problema ci penso io…

Poi aiutami a non dimenticarmi di puntare la sveglia quando devo andare in gita, così non faro’ come l’anno scorso che i miei compagni di classe mi hanno dovuto aspettare perché mi sono alzato tardi…

Aiutami anche quando vado al Campo di Atletica così che possa allenarmi bene, perché non succeda come nella corsa campestre di Buscate, quando sull’ultima salita non ne avevo più….e non ho avuto nemmeno il tempo di chiederti aiuto…ero troppo impegnato a cercare di finire la gara.

Della serie: non mettermi i bastoni tra le ruote che io ce la metto tutta.

La foto del giorno

14 December 2009 – 3:57 pm

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Andrea Galvani ~ L’intelligenza del male #5

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Post in b/n

11 December 2009 – 5:35 pm

Allora oggi vi voglio mostrare queste foto. Guardatele bene (grazie Gio per la segnalazione). Sono di Yasmine Chatila ma non c’entra. Sono foto rubate, da paparazzo o guardone, evocano La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, ok ma non c’entra. Sono sgranate e rese imperfette per rendere irriconoscibili i soggetti, sì ma non è tutto. C’è qualcosa di più, non so bene cosa, ma una cosa la so: non c’è postprocessing che tenga. Una foto quando è bella è bella.
Sempre vostro, Catalano.

Post-letterario

6 December 2009 – 7:24 pm

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Oggi vi volevo parlare di Cormac McCarthy. Non intendo dire nulla della sua biografia, per quella potete leggere qui.
Volevo invece riflettere su come sia in grado di creare e poi descrivere mondi perfetti, reali, inesistenti. Cronache di lucide testimonianze. Ora, Cormac McCarthy è un vecchiettino di 76 anni, nella vita ne avrà viste di belle e brutte, ma quello che descrive nei suoi romanzi va oltre ogni possibile immaginazione.
Ignoro il suo rituale dello scrittore, ho letto che ha da poco messo all’asta la sua Olivetti Lettera 23, sfinita in ogni tasto e piccola vite, per comprarne un’altra, identica, per undici dollari. Ignoro se ha un’ora o sedia preferite, se sorseggia del tè, se indossa sempre gli stessi abiti, un cardigan verde vecchio di cent’anni. Ma immagino che faccia così: si siede sulla poltrona, vicino alla finestra, può vedere oltre il cielo e tutto il resto, poi, registratore alla mano, chiude gli occhi e inizia a testimoniare. Un visionario del reale. Una linea diretta. Arriva nel suo mondo e racconta come un osservatore paziente, ha tutto il tempo dalla sua parte, cammina in quel mondo, osserva e descrive, di qua ha gli occhi chiusi di là è un predatore del dettaglio. Fotografa e riprende quel mondo lontano, reale quanto e più di questo. Guarda, tocca con mano, e annusa. Tutto finisce nel registratore, finisce là la cronaca della storia, fatti reali e tangibili. Conclusa questa fase, ritorna di qua, riprende quel materiale e lo sistema, finisce il lavoro del foto reporter, inizia il lavoro dell’autore, trascrive ciò che è avvenuto in quel tempo in quel luogo, uno spazio lontano chiuso e fermo per un po’. Monta taglia ingentilisce riordina spiega arricchisce. Cosa vi devo dire…sentite qui:

A volte Suttree portava delle birre e si sedevano a berle sotto il viadotto. Harrogate con le sue domande sulla vita di città.
Sei mai stato sbronzo al punto da baciare una negra?
Suttree lo guardò. Harrogate, un occhio socchiuso puntato su di lui per carpirgli la verità. Sono stato ben più sbronzo di così.
Io la cosa peggiore che ho mai fatto è stato incendiare la casa della vecchia Arwood.
Hai incendiato la casa di una vecchia?
Per un pelo non bruciava anche lei. Mi ci hanno spinto. Avevo dieci anni a dir tanto. Troppo giovane per sapere quello che facevi.
Già…Be’, no, non è vero. Lo sapevo, però l’ho fatto uguale.
La casa è bruciata completamente?
Da cima a fondo. E’ rimasto in piedi il camino, tutto lì. Non sai per quanto è andata avanti a bruciare prima che lei uscisse fuori.
E tu non lo sapevi che era in casa?
Chi si ricorda. Non so che cosa pensavo. Lei è uscita di corsa fino al pozzo e ha tirato su un secchio d’acqua e l’ha buttato sul fianco della casa e poi si è allontanata verso la strada e basta. Mai prese tante in vita mia. Il mio vecchio mi ha quasi ammazzato.
Tuo padre?
Già. Allora era ancora vivo. Ai vicesceriffi quando sono venuti a casa, che ci erano venuti per dirle che io ero all’ospedale per via delle angurie, sai no, mia sorella gli ha detto che non avevo il papà e per questo mi ero cacciato nei guai. Ma merda boia ero cattivo anche quando un padre ce l’avevo. Non cambiava niente. E ti dispiaceva? Per la casa della vecchia, dico.
Mi dispiaceva di essermi fatto prendere.

~Suttree ~ Cormac McCarthy

La foto è di Jim Herrington, grande, da vedere, qui.

Make me look good (cit.)

6 December 2009 – 10:50 am

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This past September, when nearly all the world’s leaders were in New York for a meeting of the United Nations, Platon, a staff photographer for this magazine, set up a tiny studio off the floor of the General Assembly, and tried to hustle as many of them in front of his lens as possible. For months, members of the magazine’s staff had been writing letters to various governments and embassies, but the project was a five-day-long improvisation, with Platon doing his best to lure the likes of Mahmoud Ahmadinejad, Hugo Chávez, and Muammar Qaddafi to his camera.

Dal New Yorker, ogni ritratto è corredato dal commento del fotografo Porter. Merita una visita.

Notizie dal supermercato

4 December 2009 – 7:40 pm

Mi son fermato al bennet a fare la spesa, dovevo comprare due cosine, ho speso una lotteria. Per un pensiero ho preso l’ultimo cd di Elisa con Giuliano Sangiorgi, il cantante dei Negramaro (voce seducente cit.). Una bottiglia di refosco, una di gewurztraminer, lo yomo. Poi la birra e i biscotti, poi un sacco di altre cose che ora non ricordo…dell’insalata delle mozzarelle…Volevo poi segnalare due mostre, una è Ombre di Guerra, l’altra è sui lavori di Steve McCurry. Io ci vado, ah se ci vado..

(prima di chiudere che non posso strafare dopo così tanto tempo, vi metto questa canzone dei Blind Faith perché il pezzo di chitarra (Eric Clapton) è come una corsa giù per le colline con la pioggia l’arcobaleno e tutto il resto o come vi pare)